architecture

Un bastione contemporaneo di collegamento

AP-BarrakkaLift© Luis Rodriguez Lopez AP-Barrakka-Lift-0©Guillaume Dreyfuss AP-BarrakkaLift-7©Luis Rodriguez Lopez AP-Barrakka-Lift-3©Sean Mallia AP-BarrakkaLift-5©Alberto Favaro AP-BarrakkaLift-8©Luis Rodriguez Lopez AP-BarrakkaLift_04©Luis Rodriguez Lopez AP-BarrakkaLift-6©Guillaume Dreyfuss AP-Barrakka-Lift-1©Sean Mallia AP-Barrakka-Lift-2©Guillaume Dreyfuss AP-Barrakka-Lift-4©Sean Mallia AP-Barrakka-Lift-5©Sean Mallia

Il progetto Barrakka Lift, vincitore del prestigioso Premio nella Categoria Trasporto all’Inside – World Festival of Interiors di Singapore, riguarda il tema dei collegamenti ma anche del delicato rapporto con l’antico. Si tratta infatti di un ascensore panoramico alto ben 20 piani che collega la sommità della cittadella fortificata al porto de La Valletta nell’isola di Malta.
La città è infatti oggi oggetto di importanti interventi di riqualificazione visto che si prepara ad ospitare la presidenza dell’Unione europea nel 2017 ed essendo stata recentemente nominata Capitale Europea della Cultura per il 2018. Un ascensore era qui già presente, costruito nel 1905, alto 60 metri, consistente in due cabine e capace di portare fino a 12 passeggeri, ma venne poi abbandonato e smantellato completamente negli anni ’80.
Oggi si è quindi ripresentata la necessità di un ascensore che mettesse in collegamento le mura storiche risalenti al XVI secolo al nuovo lungomare, rivitalizzato dal recupero dei magazzini portuali, dalla creazione di un nuovo terminal crocieristico e dall’insediamento di diverse attività ricettive. A livello ingegneristico, la nuova struttura di collegamento non poteva aderire completamente alle mura storiche. Per questo motivo si è scelto di agganciare alla fortezza solo due rampe in cemento armato (la cui volumetria ricorda visivamente quella dei ponti di accesso alla cittadella), collegate a terra da una torre elegantemente rivestita da una pelle traforata metallica. Questa sorge alla base come un landmark urbano, debitamente discosta rispetto alle mura fortificate; al centro un nucleo in cemento armato contiene una scala e due cabine-ascensori (come nel vecchio sistema di sollevamento).
A livello geometrico il progetto evoca la forma angolare degli antichi bastioni ma appare in una veste contemporanea grazie ad una pelle in alluminio che calibra l’irraggiamento solare all’interno, rimarca la verticalità del corpo architettonico e consente comunque la vista panoramica tra la città e il Mar Mediterraneo.

Architettura: Studio Architecture Project (www.architecture-project.com)
Progetto illuminotecnico: Frank Franjou (http://www.franckfranjou.com/)
Luogo: Lascaris Ditch, Valletta, Malta
Committente: Grand Harbour Regeneration Corporation plc
Progetto: 2009-2011
Realizzazione: 2012-2013
Valore: 2 milioni €

Elisa Montalti

Previous post

Fontane in technicolor

Next post

#6 Passaparola 3: Zephir per Passivhaus Institut