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Time for Impact

Time for Impact. Una banca del tempo per l’architettura in forma di strumento di crowdfunding.

I primi risultati della open call Time for Impact, lanciata durante l’ultima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia per promuovere azioni davanti alle urgenti sfide che coinvolgono l’ambiente costruito attraverso il potenziamento di progetti di rilevanza sociale, sono stati presentanti lo scorso 12 aprile presso la Casa dell’Architettura di Roma. Si tratta di una delle Sfide delle Città promosse dall’Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi a Roma nel corso degli ultimi 12 mesi e che hanno coinvolto attivamente diversi centri italiani costituendo una piattaforma di relazione tra progettisti cittadini e istituzioni.
Time for Impact - Kavala Team, L'Abri - a Roof for Humanity 2.0 (DC 2)
Un programma inedito, un confronto progettuale, un percorso per riformulare le grandi sfide che l’architettura è chiamata ad affrontare nella situazione globale contemporanea. Un team composto da studi di architettura italiani e olandesi, che insistono sulla necessità di definire nuovi percorsi per il progetto di architettura e il suo ruolo sociale, ha dato vita al progetto Time for Impactwww.timeforimpact.org – e lo ha lanciato in occasione dell’ultima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. Curato da Gianpiero Venturini (Itinerant Office / New Generations) e Marthijn Pool (space&matter), Time for Impact è uno dei 7 progetti promossi dall’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma in seguito a un bando, intitolato Sfide delle Città, che è stato lanciato poco più di un anno fa e che ha coinvolto, oltre alla città di Venezia, anche Milano, Torino, Roma, Napoli, Firenze.
L’incontro di Roma ha visto la partecipazione di alcuni dei numerosi gruppi promotori dei progetti che hanno aderito al programma. In particolare: Grzegorz Oleniecki (Polonia), House Number 65; Saskia Beer (Olanda), ZO!City; Narda Beunders (Olanda), A Roof for Humanity; Daniela Patti (Italia), Levente Polyak (Ungheria), Cooperative City; Juan Lopez Cano (Italia), Collettivo Orizzontale; Saverio Massaro – Esperimenti Architettonici (Italia), SottaninRete; Collectif Aman Iwan (Francia), GAMS (Italia), PIANO D Urban Renewal Project for Doganella Neighbourhood; Elena Ostanel (Italia), An Expert Group Pooling Urban Regeneration Practices through Social Innovation – Padova Meets Rotterdam. all’incontro, introdotto da Alfonso Giancotti, presidente della Casa dell’Architettura, hanno partecipato anche Luca Montuori, assessore all’Urbanistica e infrastrutture del Comune di Roma, di Bas Ernst, addetto culturale dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma e di Gianpiero Venturini, fondatore di Itinerant Office e di Time for Impact.
Time for Impact - Orti alti: Ortoalto Le Fonderie Ozanam - Ph Lorenzo Attardo (DC 1)
Il progetto Time for Impact è semplice nella struttura: si raccoglie tempo per il progetto, da una parte, e si raccolgono sfide progettuali dall’altra. Ma la stessa iniziativa rappresenta una grande sfida perché tende a riformulare il tradizionale uso delle risorse progettuali. La straordinaria forza sulla quale questo avvicinamento si fonda sta nella vasta rete di relazioni che si sta costituendo tra i progettisti più giovani e indipendenti. Rete della quale New Generations ha fatto la propria condizione di esistenza e di ricerca, aprendo all’esplorazione di una dimensione alternativa a quella rappresentata dai grandi nomi dell’architettura mondiale. Time for Impact è stato concepito come una banca del tempo per l’architettura in forma di strumento di crowdfunding per promuovere urgenti sfide nell’ambiente costruito che abbiano necessità di una esperienza progettuale, di una competenza architettonica e di risorse economiche. Creativi da tutto il mondo sono stati invitati a donare il loro tempo e la loro competenza per promuovere e dare slancio, tutti insieme, a progetti socialmente rilevanti. Dopo la presentazione del progetto avvenuta durante appunto alla Biennale di Venezia, Time for Impact ha lanciato una call aperta per raccogliere sfide urbane da tutto il mondo. La call ha visto la partecipazione di molti gruppi, che hanno aderito alla piattaforma attraverso progetti di diversa natura. Sono oltre 30 le iniziative raccolte in questa prima fase e visibili all’interno della pagina web del progetto www.timeforimpact.org.
Time for Impact - Brooklyn Grange - yoga at the Brooklyn Navy Yard farm (DC 3)
Uno degli obiettivi dell’incontro del 12 aprile è stato quello di raccogliere un primo feedback dai partecipanti alla call al fine di implementare la piattaforma in base alle necessità dei singoli progetti. Oltre all’incontro pubblico, gli inviati hanno partecipato a un workshop insieme ai curatori dell’iniziativa per delineare le strategie da affrontare nei mesi successivi. Tra le priorità già emerse durante la prima fase del progetto, sulle quali la piattaforma concentrerà la propria attenzione a partire dall’evento di Roma, emerge la necessità di stabilire nuove partnership con gruppi locali e internazionali in grado di sostenere le iniziative, accompagnandole nella fase di realizzazione, così come la possibilità di estendere la call, per raccogliere nuove sfide urbane a scala globale e aumentando le potenzialità del network di partecipanti che hanno aderito all’iniziativa. Time for Impact propone infatti un modello basato sulla collaborazione, non sulla competizione.
Tome for Impact - Brooklyn Grange - spring at the Long Island City Farm (DC 4)
Gianpiero Venturini e Marthijn Pool nell’annunciare il programma hanno affermato: «Dato che l’architettura coinvolge la società in tutti i suoi aspetti più rilevanti, crediamo sia importante incentivare la pubblica consapevolezza di questo fenomeno. Negli ultimi decenni l’architettura ha rischiato di svilupparsi indipendentemente dalla società. Le più giovani generazioni di architetti, tuttavia, hanno consapevolezza del loro ruolo e sanno che la loro influenza sulla società può essere alta, a patto di usare le loro abilità nel modo giusto».
L’incontro ha offerto anche l’occasione per misurare la portata di alcune delle altre Sfide delle Città che si sono svolte nel corso degli ultimi mesi e che hanno attivato, intorno ai temi proposti, una consistente quantità di relazioni tra progettisti e istituzioni. Immigrazione, sviluppo urbano, nuove economie, agricoltura urbana, accessibilità, partecipazione, cittadinanza attiva, riuso, open data, coesione sociale: queste le tracce lungo le quali si sono mosse le sfide della società contemporanea che, nonostante le differenze culturali legate ai contesti diversi, sono comuni a tutte le città. L’oggetto del programma, dunque, non è solo uno scambio di esperienze o di best practices, ma la predisposizione di condizioni e la ricerca di un linguaggio comune per la definizione di soluzioni innovative da mettere in pratica sia in Italia sia in Olanda.
Il progetto ROOFdinners, per esempio, curato da Denise Houx e Inge de Boer e dedicato al tema dello sfruttamento dei piani alti degli edifici, ha dato luogo a incontri con alcuni dei protagonisti dell’architettura contemporanea e ha prodotto cicli di seminari formativi dedicati alla messa a punto di strategie di inserimento di tetti verdi sostenibili in contesti urbani. ROOFdinners ha aumentato l’attenzione sul tema dei tetti abitabili in Italia, coinvolgendo 5 città italiane (Milano, Torino, Bolzano, Bologna e Roma) e 2 città olandesi (Amsterdam e Rotterdam) e ospitando 18 esperti del settore con diversi background, tra cui agronomi, architetti, ingegneri, giardinieri, giornalisti, apicoltori, e altri. Numerose istituzioni si sono avvicinate al progetto, a partire da ANACI Lombardia, ANCE Assimpredil, Comune di Milano, Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori Agronomi e dei dottori Forestali, Inarch nazionale, Ordine degli architetti, PPC della Provincia di Milano.
Wikimuseums, progetto organizzato da BAM! Strategie Culturali e dal Polo museale della Campania con i partner olandesi Rijksmuseum e Open Cultuur Data, ha focalizzato l’attenzione sul ruolo degli strumenti digitali più innovativi nell’interazione tra musei, sfera digitale e cittadinanza attiva. Nell’evento realizzato presso il Museo Pignatelli di Napoli si sono potute sperimentare in diretta le opportunità che le nuove tecnologie offrono alla costruzione di un’identità collettiva attraverso l’arte. Tra le conseguenze di questo progetto la realizzazione del programma Reach out. Strategie, competenze, impatti per i musei della Campania, ideato in cordata da alcuni dei promotori di Wikimuseums, che è risultato tra i 7 vincitori del bando del MiBACT, denominato MuSST – Musei e sviluppo dei sistemi territoriali, e nato per sostenere i Poli museali regionali nella promozione di reti territoriali, nella valorizzazione partecipata e nella creazione di percorsi culturali integrati.
Altre ‘sfide’ hanno insistito sugli spazi pubblici in condizioni di degrado, puntando a coinvolgere attivamente gli attori locali. È il caso di Spazi Centrali, curato da Carlo Capra dell’Associazione 4Tunnel in collaborazione con IammyCity di Rotterdam. A Roma, il progetto The City at Eye Level, curato da Jeroen Laven e Gert Jan te Velde, ha lavorato, in collaborazione con l’Università Roma Tre e Eutropian, alla definizione di una possibile strategia di modificazione dei piani bassi degli edifici, i basamenti, e quindi alla ridefinizione della percezione dello spazio urbano nei quartieri di Pigneto e Laurentino 38. Il destino degli edifici in stato di abbandono, il tema del riuso, la gestione intelligente degli scarti sono stati al centro del progetto Mappa dei cicli di riuso dei Mercati Generali, condotto da Temporiuso.net e SUPERUSE Studios sui Mercati Agroalimentari all’Ingrosso di Milano. La creazione di un nuovo vocabolario per il futuro delle città europee come presupposto per la realizzazione di una nuova agenda urbana comune, risultato del confronto tra architetti, sociologi, biologi, amministrazioni e cittadini: questo il macro-tema del progetto Urgent City, curato da Gianpiero Venturini insieme allo studio olandese Amateur Cities (Ania Molenda e Cristina Ampatzidou) e svoltosi nello scorso autunno a Firenze in forma di laboratorio di idee.

Maggiori informazioni su Time for Impact e sugli altri progetti di Sfide delle Città, così come contatti e immagini possono essere richiesti a questo LINK. Image MEDIA AGENCY press@image-web.org – tel +39 055 4684 187

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