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The PortHole. Geometrie della visione

The PortHole, ©Tiziano Zannordo

 

The PortHole,  ©Tiziano Zannordo The PortHole, Paul Kozlowski ©photoarchitecture The PortHole, Antonio Nardozzi + María Dolores del Sol Ontalba ©[TOMA!] The PortHole, Antonio Nardozzi + María Dolores del Sol Ontalba ©[TOMA!] The PortHole,  ©Tiziano Zannordo
Antonio Nardozzi + María Dolores del Sol Ontalba ©[TOMA!] The PortHole, Antonio Nardozzi + María Dolores del Sol Ontalba ©[TOMA!]
The PortHole, ©Tiziano Zannordo The PortHole, Antonio Nardozzi + María Dolores del Sol Ontalba ©[TOMA!] The PortHole, Antonio Nardozzi + María Dolores del Sol Ontalba ©[TOMA!] The PortHole, Antonio Nardozzi + María Dolores del Sol Ontalba ©[TOMA!]
The PortHole, il piccolo padiglione sperimentale progettato dagli architetti Antonio Nardozzi e Maria Dolores del Sol Ontalba [Toma!], interpreta con le sue geometrie il panorama della Grande Motte, in Camargue, ispirandosi sia al linguaggio modernista delle architetture di Jean Balladur, sia agli equilibri più vulnerabili delle imbarcazioni ormeggiate al molo Paul Harris.
Etereo e fluttuante, abitabile per una sosta e percorribile per testare l’artificio di una natura mutevole, il volume sperimenta la proprietà anamorfica per trasformare, a seconda del punto da cui lo si osserva, le sue fattezze di geometria tridimensionale in una piana, un grande oblò virtuale e perfettamente circolare aperto sul mare e sul paesaggio.
Il volume è inscritto in un cubo di 3 metri di lato e combina 120 pannelli di Mdf distanziati proporzionalmente e tagliati a controllo numerico. Sui bordi è stata applicata una vernice fucsia, colore che non solo protegge le superfici dei tagli, ma definisce anche visivamente la scansione orizzontale evidenziandone i contorni con la stessa tonalità scelta per la promozione della decima edizione di FAV-Festival des Architectures Vives, contesto concorsuale che ne ha permesso l’installazione a seguito del doppio Premio ricevuto, di Giuria e Pubblico.
I pannelli sono forati per consentire il passaggio di barre filettate in acciaio zincato, uniti da 1500 bulloni distanziatori, e tutti gli elementi collaborano alla distribuzione dei carichi generando un oggetto solidale di 1500 kg che trasmette il proprio peso poggiandosi direttamente al suolo.
Un’esperienza, dicono i progettisti, che durerà a lungo al di là dell’effimero.

The PortHole – Installazione effimera per il Festival des Architectures Vives
Architettura: Antonio Nardozzi, Maria Dolores del Sol Ontalba [Toma! – team of manufacturers architects]
Luogo: Molo Paul Harris, La Grande Motte, Francia
Cliente: Festival des Architectures Vives
Area di progetto: 9 m²
Anno: Giugno 2015

Antonella Mazzola

 

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