impermanence

#056 The Hungry Pavilion

Se i padiglioni temporanei sono sempre una buona occasione per sperimentare in architettura, José Selgas e Lucía Cano (dello studio spagnolo selgascano) per il Serpentine Pavilion di questa 15a edizione hanno cominciato dal materiale: un ‘tessuto’ plastico (Etfe) che potesse al contempo essere leggero, colorato, cangiante e magari anche riflettente.

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Perché secondo i progettisti la finalità di questa struttura, oltre che celebrare con spirito festoso l’anniversario dei 15 anni di questo imperdibile appuntamento annuale (che attrae fino a 300.000 visitatori), era di enfatizzare l’esperienza della visita e della fruizione di un oggetto di architettura. Attraverso gli elementi di base del costruire: struttura, forma e materiali; trasparenza e opacità; spazio e prospettiva; colore, luce e mutamento, senza snobbare il fattore sorpresa o quello emotivo. Il minimo scheletro in alluminio strutturale regge un leggerissimo involucro a doppio strato in Etfe traslucido e multicolore che, aperto sull’esterno da quattro diversi ‘rami’ e relativi ingressi, fa spazio a un open space centrale per la zona caffetteria ed eventi.

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Evidente e ricca di significato la dicotomia fra la forma organica, come il bruco del video, e una struttura in realtà sintetica, assolutamente non mimetica nel contesto verde in cui si trova. In ‘acceso’ contrasto con la natura questo organismo architettonico sfrutta le diverse tonalità della luce naturale nel passare delle ore diventando di notte protagonista assoluto.

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The Serpentine Galleries
25 June – 18 October 2015
Sponsored by Goldman Sachs

Project Directors: Julia Peyton-Jones, with Hans Ulrich Obrist Serpentine Galleries
Project Leader: Julie Burnell,
Curators: Jochen Volz, Head of Programmes, Emma Enderby, Exhibitions Curator Serpentine Galleries
Foto: Serpentine Pavilion 2015 designed by selgascano
© NAARO, Iwan Baan, Jim Stephenson, John Offebach. Courtesy The Serpentine Galleries

Area del sito: 541 m2
Superficie interna lorda: 179 m2
Dimensioni:
27 m nel punto di maggiore larghezza
4.6 m nel punto di maggiore altezza
4 m altezza max interna
2 m altezza min interna
4 ingressi
Struttura principale: acciaio strutturale
Copertura e pareti: tessuto strutturale
Pavimento: soletta in calcestruzzo
Spazio aperto al pubblico dalle 10 alle 18 con caffè Fortnum and Mason, eventi serali ogni venerdì.

Gli architetti delle precedenti edizioni:
Smiljan Radić, 2014
Sou Fujimoto, 2013
Herzog & de Meuron and Ai Weiwei, 2012
Peter Zumthor, 2011
Jean Nouvel, 2010
Kazuyo Sejima and Ryue Nishizawa of SANAA, 2009
Frank Gehry, 2008
Olafur Eliasson and Kjetil Thorsen, 2007
Rem Koolhaas and Cecil Balmond Arup, 2006
Álvaro Siza and Eduardo Souto de Moura with Cecil Balmond, Arup, 2005
MVRDV with Arup, 2004 (non realizzato)
Oscar Niemeyer, 2003
Toyo Ito with Arup, 2002
Daniel Libeskind with Arup, 2001
Zaha Hadid, 2000

impermanence

Impermanence | a cura di Alessandra Bergamini

Tutto quanto fa temporaneo. Una rubrica (finora regolare) sul progetto del transitorio, e perché no dell’effimero, del fugace. Che quasi sempre però porta con sè sintesi e intensità, di significati e di effetti. Gradite sono segnalazioni o notizie a alessandra.bergamini@designcontext.net

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