urban planning

Skip Garden: cittadini e studenti attivi in giardino

SKIP GARDEN FAMILY SATURDAYS at King's Cross
SKIP GARDEN FAMILY SATURDAYS at King’s Cross, London.

Family Saturdays at the King's Cross Skip Garden
Family Saturdays at the King’s Cross Skip Garden

King's Cross Skip Garden
King’s Cross Skip Garden

Chicken coop, Family Saturdays at the King's Cross Skip Garden
Chicken coop, Family Saturdays at the King’s Cross Skip Garden

4 ©Jan Kattein 5 ©Jan Kattein-8

Opening event for the Bartlett architectectural students who designed and built new structures for the relocated Skip Garden at King's Cross
Opening event for the Bartlett architectectural students who designed and built new structures for the relocated Skip Garden at King’s Cross

King's Cross Skip Garden
King’s Cross Skip Garden

Opening event for the Bartlett architectectural students who designed and built new structures for the relocated Skip Garden at King's Cross
Opening event for the Bartlett architectectural students who designed and built new structures for the relocated Skip Garden at King’s Cross

Nel cuore di Londra, un piano di sviluppo sta trasformando l’area di King’s Cross su una superficie di circa 67 acri di terreno. 26 di questi saranno destinati agli spazi pubblici a servizio di uffici, residenze, negozi, ristoranti, in corso di realizzazione. Tra gru e betoniere, l’idea dello Skip Garden è stata quella di costruire un’oasi urbana, un giardino portatile che si muove e si sposta insieme al cantiere e alla vendita dei terreni così da consentire alla cittadinanza di avere uno spazio comune in movimento. Il giardino, gestito dall’ente benefico Global Generation, è stato costruito con il contributo di tante persone coinvolte dal progetto di una nuova idea di comunità. Piante ed essenze crescono in libertà; inoltre lo spazio risulta essere in gran parte autosufficiente grazie a pratiche di giardinaggio organico (quali compostaggio aerobico, fertilizzazione grazie alla pianta Consolida, raccolta dell’acqua piovana, conservazione degli alveari, ecc.). Il giardino ha trovato recentemente una nuova dimora e soprattutto un nuovo alleato, la Bartlett School of Architecture. I docenti dell’unità di progettazione UG3 Julia King e Jan Kattein si sono infatti resi disponibili a creare insieme ai loro studenti sette nuove strutture, sette spazi per la formazione e gli eventi.

Skip Garden è diventato così ‘terreno’ di sperimentazione per gli studenti di architettura, che hanno potuto progettare e realizzare qualcosa di concreto e utile per la collettività. L’approccio si è rivelato altamente sostenibile e innovativo anche grazie al recupero di materiali di scarto: finestre a ‘ghigliottina’ sono state utilizzate per creare una serra; traversine ferroviarie per comporre moduli; sacchi di caffè riempiti di terra per creare pareti ad alta efficienza energetica.

Il progetto ha previsto anche moduli per i servizi, come la Skip Garden Kitchen, uno spazio per la ristorazione, e molteplici orti, tra cui il primo canneto a grande scala di Londra per il trattamento delle acque di scarico.

Questi i progetti.

Welcome Shelter (progetto di Iman Mohd Hadzhalie): una struttura che occupa una posizione di rilievo adiacente alla Skip Garden Kitchen. Un complesso meccanismo consente alla struttura di ruotare attorno a un asse centrale, mentre contemporaneamente si apre e chiude il cancello frontale. La trasformazione dello spazio consente diversi gradi di intimità quando si mangia.

The Glass House (progetto di Rachael Taylor): uno spazio vetrato circoscritto da una facciata continua costituita da finestre a ghigliottina riciclate e sostenute dalla struttura lignea di un vecchio container utilizzato nella navigazione delle merci in mare.

Earthbag Coolstore & Office (progetto di Alessandro Conning-Rowland): un deposito racchiuso da una struttura in legno riciclato con sacchi di caffè (recuperati da una ditta locale di torrefazione) riempiti di terra. In copertura è stato localizzato l’ufficio esistente del giardino e una terrazza. Il progetto ha anche previsto un camino di ventilazione opportunamente orientato e collegato al deposito così da mantenere i prodotti freschi nel deposito.

Greywater Dining Scape (progetto di Yangyang Liu): l’installazione consiste in un’area per il pranzo umida con un canneto per il trattamento delle acque di scarico. Pompe a pedali sono integrate nel sistema così da sollevare le acque filtrate in un serbatoio di acqua usato per l’irrigazione a gravità guidata.

Chicken Coop (progetto di Valerie Vyvial): il ricovero per tre galline ruota attorno a un albero di betulla alto 3,4 metri e proveniente da Hampstead Heath. La struttura principale è in bambù con sistemi di fissaggio in metallo. I pannelli di tamponamento richiamano le foglie di betulla mancanti, creando un interessante effetto lanterna durante le ore notturne.

Hydroponic Hedge (progetto di Iman Mohd Hadzhalie): una struttura in legno sostiene un sistema idroponico, composto di bottiglie di vetro riciclato, sostenuto da un telaio in acciaio e trattenuto da portabottiglie prodotte digitalmente. Lo spazio di lavoro si configura come aromaterapeutico, una piacevole pausa dal traffico urbano.

100 Hands Hall (progetto di Christophe Dembinski): un muro di terra battuta come spina dorsale di una sala da pranzo generata da tante persone che lavorano insieme. Il processo collaborativo è stato scelto per coinvolgere ed educare a tecniche di costruzione sostenibili.

http://www.kingscross.co.uk/ 
www.bartlett.ucl.ac.uk/architecture
www.globalgeneration.org.uk

 

Elisa Montalti

 

 

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