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Sisma: il Consiglio Nazionale degli Architetti per la salvaguardia del patrimonio culturale

Sisma: Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori «serve una vera e propria mobilitazione per salvaguardare il patrimonio culturale del Paese».

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«Ogni sforzo ed ogni scelta politica che verranno fatti per gestire le conseguenze di questa nuova fase della attività sismica che sta interessando l’Italia centrale deve essere finalizzata – al di là degli interventi che riguardano la vita delle persone – alla salvaguardia e alla valorizzazione dell’insostituibile patrimonio culturale del nostro Paese che le nostre generazioni hanno ereditato e che abbiamo il dovere di preservare e consegnare a quelle future.
Siamo in presenza – oggi a causa del terremoto che ha colpito l’Italia centrale, nonché di quelli dell’Aquila e dell’Emilia – di una vera e propria polverizzazione di questo patrimonio. Il nostro Paese non può permettersi di continuare a perdere – per la violenza della natura ma, troppo spesso, per l’inerzia e l’inefficienza dell’intervento dell’uomo – quell’insostituibile giacimento culturale denso di memorie d’arte e di architetture che rappresenta non solo la nostra storia, ma quella dell’ intera umanità».

Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

«Gli architetti italiani sono a disposizione in primo luogo del Ministero dei Beni artistici e culturali e, nella attuale contingenza, del Commissario di Governo per l’Emergenza, Errani, per essere attivati, forti della loro diffusa e capillare presenza sul territorio e delle loro specifiche competenze, per affiancare e assistere il personale ministeriale, nella ricognizione dei danni, nella messa in sicurezza e nel salvataggio dei beni storico-artistici».
«Solo una vera e propria mobilitazione collettiva può consentire di rendere davvero efficaci ed efficienti gli interventi che devono essere previsti in una emergenza come la attuale che richiede – coordinandole e mettendole in rete – tutte le più qualificate energie e risorse disponibili».

Roma, 31 ottobre 2016

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