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#063 Polyphonic Playground, installazione da gioco e da musica

Mettiano insieme la voce di un campione di beatbox, tracce musicali, una struttura ‘da gioco’ con altalene, scivoli e monkey bar, il pubblico, design multimediale, diversi materiali conduttori e avremo un Polyphonic Playground, un ‘paesaggio’ sonoro multidisciplinare e collaborativo. Come quello utilizzabile da adulti e bambini fino al 21 febbraio alla House of Vans di Londra.

Studio PSK, per la Fashion Space Gallery, ha trasformato una struttura-gioco in legno per esterni in uno strumento musicale gigante attivato dal tocco delle persone che si dondolano, si arrampicano, si buttano sullo scivolo. La gioia della fruizione sembra multipla, come le discipline coinvolte, quella del moto e del gioco in sé, quella dell’adulto che torna bambino e quella del generare musica con i propri movimenti. Senza dimenticare la sorpresa dell’ascolto delle performance di Reep One, artista di beatboxing (capacità di riprodurre i suoni di una batteria e altri strumenti con la voce e la bocca).

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L’installazione ha una struttura ‘visibile’ suddivisa in diverse parti, altalene, monkey bar e scivolo, e una ‘invisibile’, creata con diversi tipi di materiali conduttori, per lo più con la vernice Electric Paint, ma anche con nastro di rame nello scivolo e fili intrecciati nelle altalene in tessuto, collegati in una matrice di sensori che attivano la colonna sonora.

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Polyphonic Playground
Studio PSK con Reeps One
Commissionato e curato da Ligaya Salazar con Polona Dolzan
House of Vans, London
Fino al 21 febbraio 2016

www.studiopsk.com/about.html
reepsone.co.uk/
houseofvanslondon.com/about

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Impermanence | a cura di Alessandra Bergamini

Tutto quanto fa temporaneo. Una rubrica (finora regolare) sul progetto del transitorio, e perché no dell’effimero, del fugace. Che quasi sempre però porta con sè sintesi e intensità, di significati e di effetti. Gradite sono segnalazioni o notizie a alessandra.bergamini@designcontext.net

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