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‘Ortipertutti’: l’agricoltura urbana rimappa Bologna

‘Ortipertutti’, concorso ideato per incoraggiare la nascita di nuove nature urbane a Bologna, ha decretato in occasione di Cersaie 2014 il progetto vincitore. Si tratta in verità di un ‘sistema’ di soluzioni per orti di piccole e medie dimensioni destinate a tre aree verdi pubbliche, individuate nei mesi scorsi dall’Amministrazione comunale perché ne venissero reinterpretate le  configurazioni paesaggistiche combinando sguardo estetico, sensibilità ecologica e ipotesi aggregative.
Tra le 81 proposte pervenute entro il 15 settembre scorso, quelle firmate dall’ Arch. Massimo Peota di Rovereto (TN) – Capogruppo, Paolo Guidotto, Davide Consolati e Valeria Zamboni hanno convinto la giuria

per l’interpretazione del tema proposto ad una scala urbana estesa e per la capacità di fornire una regola compositiva chiara e facilmente applicabile ai differenti contesti. Il progetto è in grado di superare la logica degli orti come recinto chiuso, proponendo un impianto in grado di organizzare spazi aperti flessibili e ammettendo anche successivi sviluppi e modifiche. Pur non risultando adeguate alcune scelte paesaggistiche relative alle specie arboree, queste non hanno pregiudicato il positivo giudizio finale della giuria, in quanto sono ritenute rivedibili in fase esecutiva.

Le tre nuove aree ortive nasceranno – entro dicembre 2014 – all’interno del Giardino Giuseppe Impastato (Q.re Savena), del Giardino di via Fratelli Pinardi (Q.re Navile) e del Parco Campagna di via Larga (Q.re S. Vitale), adattandosi alle relative indicazioni tipologiche trasmesse nel Bando: ‘Orti tra le case’, da riconfigurare nello spazio ‘urbano’ limitatamente esteso ammettendo soluzioni fuori terra; ‘Orti dentro i giardini’, da inserire all’interno del parco di medie dimensioni per valorizzarlo e renderlo presidio attivo; ‘Orti in campagna’, in cui si immetterà come “elemento di diversificazione” nell’area aperta prevalente.
Gli architetti trentini vincono con tre soluzioni che mantengono uno schema d’impianto modulare sensibile alle caratteristiche dei suoli differenti, per i quali sono state differenziate le scelte agronomiche e il design dei manufatti, riservando una comune attenzione ai criteri di sostenibilità, alle buone pratiche del riciclo, alla biodiversità e all’accessibilità.
La stessa giuria, composta da membri esperti nominati da Comune di Bologna, Ordine degli Architetti, Ordine degli Ingegneri, Università di Bologna, Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali e Confindustria Ceramica, ha assegnato il secondo premio al progetto presentato dall’Arch. Luke Engleback di Tunbridge Wells (UK) – Capogruppo, Alessio Russo, Sam Ashdown, Josè Pastor Reig e il terzo premio al progetto firmato dall’Arch. Valeria Bruni di Torino – Capogruppo, Paola Gullino, Stefano Scavino.
Una segnalazione d’onore, infine, è andata ai progetti proposti dagli architetti Silvia Maggi di Correggio (RE), Alessandro Pavan di Argelato (BO) e Alfredo Borghi di Mirandola (MO).

Antonella Mazzola

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