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Memoriale della Shoah, nel ricordo l’identità universale

Un anno esatto nel giorno della memoria. Dall’idea all’interno della comunità ebraica di Bologna, al concorso internazionale, alla realizzazione in meno di due mesi. Dal 27 gennaio 2015 al 27 gennaio 2016, giorno in cui il Memoriale della Shoah è stato inaugurato a Bologna dall’Arcivescovo di Bologna, dal Rabbino Capo della Comunità Ebraica bolognese e dal Presidente della Comunità Religiosa Islamica Italiana.

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Con Peter Eisenmann come presidente della Giuria e 284 progetti presentati, di cui 30% arrivati dall’estero, la selezione del concorso ha giudicato vincitori quattro architetti, Lorenzo Catena, Chiara Cucina, Onorato di Manno, Andrea Tanci, riuniti nello studio di architettura SET Architects. “Appena individuato il tema e le specifiche tecniche, abbiamo cominciato a riflettere e parlare ai parenti dei deportati. Alla fine è stata la frase iniziale di ‘Se questo è un uomo’ di Primo Levi a indirizzare la progettazione, “Voi che vivete sicuri/ Nelle vostre tiepide case […] Considerate se questo è un uomo” hanno fatto scattare l’attenzione sulle celle dei prigionieri, al loro essere la pura negazione del concetto stesso di casa”.

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Le celle dei dormitori sono state così rilette in chiave architettonica e trasfigurate nei cubicoli rettangolari di 1,80×1,25 m che con regolarità scandiscono la spazio interno, chiuso fra i due parallelepipedi giganti che danno forma al memoriale. Due strutture in acciaio cor-ten di 10×10 metri l’una si fronteggiano identiche e simmetriche, e si avvicinano l’un l’altra a una delle estremità: “la giacitura convergente dei volumi delimita un percorso che da una lunghezza di 1,60 metri si riduce a un varco di 80 cm, generando un immediato senso di oppressione”.

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All’effetto di chiusura e claustrofobia fa da contesto e contrappunto una grande piazza stratificata, aperta verso la città e pronta ad assorbire la luce naturale nelle diverse ore del giorno grazie a un rivestimento lapideo dalle tonalità chiare, “la superficie liscia di una pagina di storia ancora tutta da scrivere” nella consapevolezza contemporanea di quello che è stato. Il ricordo e la necessità della memoria diventano i contenuti metaforici di un’opera dai tratti essenziali ma fortemente simbolica che, posta sul sito della nuova stazione AV di Bologna, vicino al luogo della strage del 2 agosto 1980, si carica di ulteriore memoria storica.

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La scelta dei materiali non è casuale. Se l’acciaio cor-ten si ossida naturalmente all’aria aperta e registra il passaggio del tempo, fra i due blocchi la pavimentazione del percorso è in ballast, pietrisco di basalto tipico delle massicciate ferroviarie, scelto in memoria della ‘Judenrampe’ (la rampa degli Ebrei), la strada ferrata tra il campo di Auschwitz I-Stammlager e quello di Auschwitz II-Birkenau. E di notte l’illuminazione aggiunge il tocco finale, poiché i fasci di luce artificiale che investono i volumi amplificano il valore monumentale del Memoriale.

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Nome: Bologna Shoah Memorial
Cliente: Comunità Ebraica di Bologna
Luogo: Bologna, Via Giacomo Matteotti / Via dè Carracci
Completato: gennaio 2016
Progetto: SET Architects
Team di progetto: Lorenzo Catena, Chiara Cucina, Onorato di Manno, Andrea Tanci
Ingegneria strutturale: Proges Engineering – Ing. Andrea Imbrenda
General Contractor: Sì Produzioni
Opere metalliche: Officina Paolo Cocchi
Pavimentazione: Edil Nuova S.A.S.
Illuminazione: Erco
Foto: ©Simone Bossi
Video: ©Visual Lab + Sì Produzioni

www.facebook.com/Bologna-Shoah-Memorial

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