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L’analisi del contemporaneo: Identità della architettura italiana

L’analisi del contemporaneo sarà il tema del 14° Convegno Identità della architettura italiana

Il Convegno organizzato dall’Università degli Studi di Firenze – DIDA Dipartimento di Architettura, dalla Federazione Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori Toscani e da CASABELLA formazione, si svolgerà il 13 e 14 dicembre 2016 presso l’Aula Magna dell’Università degli degli Studi di Firenze.
L’analisi del contemporaneo: Identità della architettura italiana
Durante la giornata del 14 dicembre, Edoardo Milesi presenterà la relazione “Che cos’è il contemporaneo?”, illustrando il progetto per il Monastero Cistercense di Siloe.
«La prossimità delle opere di architettura, la loro stratificazione le fa vivere come voci e suoni in uno stato di coralità, conferendo all’architettura un potere di sfida nei confronti del tempo che nessuna altra arte possiede, ma che obbliga l’architetto ad assumere la dimensione storica, dunque del tempo, come limite e come ispirazione.
Lavorare sul progetto e la realizzazione di un monastero cistercense nel terzo millennio è stato l’occasione più completa per riflettere sul rapporto tra il pensiero e gli usi contemporanei dell’arte e le loro origini. Il progetto architettonico del Monastero dell’Incarnazione per la Comunità di Siloe in provincia di Grosseto si ispira alle suggestioni dell’architettura cistercense, alla regola di San Bernardo (1110d.C.) che trae le proprie origini e fondamenta da conoscenze riferite al mondo della tradizione e trova nell’universo simbolico il linguaggio più idoneo a esprimere la propria esigenza di assoluto. L’arte medievale ha il compito di insegnare, di scuotere e di comunicare, quindi le emozioni che suscita sono profonde e primordiali.
La differenza rispetto ad oggi risiede nel fatto che noi facciamo dell’emozione uno degli scopi principali dell’arte al di là del significato dell’opera. L’uomo medievale era più colpito dal significato che illuminava le forme che dalle forme stesse. Da qui la ricerca sempre più raffinata del simbolismo inteso come linguaggio universale e universalmente intelligibile, il mezzo che consente all’uomo di comunicare con le sfere superiori dell’esistenza.
Il pensiero simbolico non procede (contrariamente a quello scientifico) per riduzione del molteplice all’uno, ma per esplosione dell’uno verso il molteplice, al fine di meglio far comprendere l’unità del molteplice. Il simbolismo razionalista è inteso come sunto di una comunicazione; quello medievale è il concentrato, la sublimazione, la chiave di lettura di tutto un linguaggio che solo con le emozioni si può comunicare. In questo va ricercata la differenza tra il minimalismo contemporaneo e quello medievale. Quello contemporaneo (implosivo) si svuota di contenuti per arrivare all’essenza della forma, quello medievale (decisamente esplosivo) carica la forma di tanti e tali contenuti da dover ricorrere a simbologie sempre più raffinate. L’unico modo per rappresentare Dio per San Bernardo è la luce del sole, mutevole, sempre in movimento, indispensabile origine di vita. Un monastero è una moltitudine incredibile di aspetti apparentemente in contraddizione tra loro, legati sia ai bisogni dell’uomo solo sia a quelli della comunità. Un luogo con un forte spirito comunitario, ma dove l’atmosfera deve essere intima e intrisa di silenzio. Regole ferree pensate per liberare l’anima nel dialogo con Dio: reinterpretarle tenendo conto dell’evoluzione del nostro pensiero e del nostro diverso stile di vita, senza annullare i presupposti della regola, è stato il nostro compito». (Edoardo Milesi)

Programma
L’analisi del contemporaneo: Identità della architettura italiana

Per informazioni e inscrizioni:
Casabella Formazione
Segreteria organizzativa:
convegno.identita@gmail.com

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