ARIMO!

#05 Intervista a Matteo Ragni

Matteo Ragni
Matteo Ragni

Matteo Ragni ci parla di TobeUs, le macchinine di legno riparabili che crescono e cambiano assieme ai bambini.

Caro Matteo, raccontaci com’è nata l’idea alla base di TobeUs?
Quando è nato il mio secondo figlio Tobia nel 2007, mi sono accorto che la nostra casa era divenuta una discarica di giocattoli rotti made in China che il fratello più grande aveva ricevuto in regalo dai nonni negli anni precedenti. Così ho pensato a macchinine in legno riparabili e durevoli, che non fossero usa e getta. Il progetto imprenditoriale TobeUs nasce da un’idea di un designer papà ed è più un progetto manifesto che un brand di giocattoli vero e proprio.

Così sono nate le prime macchinine
La prima serie di macchinine è stata progettata assieme agli amici Giulio Iacchetti e Odoardo Fioravanti. In seguito abbiamo coinvolto i grandi maestri, i “nonni” del design italiano, Branzi, Guerriero, Lupi, Bellini, De Lucchi e Mendini che hanno disegnato le macchinine della seconda serie. Nel 2012 con 100% TobeUs abbiamo invitato cento designer da tutto il mondo a disegnare una TobeUs per una mostra itinerante. Dopo l’inaugurazione della prima tappa al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano grazie al sostegno di Alessi, 100% TobeUs è poi volata a Toronto, New York, Bolzano e Mosca. TobeUs è così diventata un Grand Prix che gira il mondo e ad ogni tappa si aggiungono dieci designer locali che disegnano nuove macchinine con legni autoctoni e usando artigiani del posto.

Come mai avete scelto il legno?
Abbiamo scelto il legno perché è naturale e rigenerabile ed è un materiale che non passa mai di moda. Da un blocco di legno uguale per tutti, con soltanto due linee si creano diversi modelli, ognuno con la sua personalità. Le macchinine sono completamente monomateriche; dopo alcuni esperimenti con la plastica abbiamo scelto di realizzare in legno anche gli assi delle ruote. Abbiamo scelto il cedro del Libano, un legno molto profumato, che abbiamo deciso di non verniciare per stimolare maggiormente i sensi di chi gioca.

Al contrario della plastica, il legno è un materiale che cambia nel tempo…
Le macchinine TobeUs sono delle vere e proprie lavagne tridimensionali, personalizzabili dal bambino che può colorarle e disegnarci sopra. Vengono inoltre vendute con un pezzo di carta vetrata che serve a cancellare i disegni. Le forme delle macchinine quindi mutano nel tempo e tendono a levigarsi come ciotoli di fiume. L’idea romantica è che le macchinine vengano poi tramandate dai figli ai nipoti in un vero e proprio passaggio di testimone intergenerazionale.

Il mercato dei giocattoli è in continua espansione e in Occidente importiamo tantissimi prodotti economici dalla Cina, realizzati con materiali impattanti e sfruttando la manodopera. Hai notato qualche cambiamento di rotta o controtendenza in questo panorama?
Sicuramente tra i consumatori c’è un’attitudine nuova, più consapevole, che premia aziende anche strutturate che non badano solo al profitto, ma hanno un forte impegno etico. Ci sono molti brand che usano legno o anche plastiche riciclate, ma il problema è sempre il prezzo.
Noi producendo in Italia possiamo controllare tutto il processo e pagare il giusto i nostri fornitori, che ci piace pensare siano felici quando producono le nostre macchinine.
La serie dei maestri è fatta da un artigiano completamente a mano. Le macchinine della prima serie sono sbozzate a macchina con una CNC e poi c’è un accurato lavoro di finitura manuale. Questo comporta dei costi molto alti, è molto difficile sposare una causa etica e posizionarsi sul mercato con un prodotto appetibile economicamente. Le macchinine della prima serie costano 48€ al pubblico, ma durano tutta la vita, al contrario delle normali macchinine di plastica.
Ogni giorno riceviamo offerte dalla Cina per produrre più economicamente, ma non cediamo alle tentazioni. Il nostro obiettivo non è fare business, TobeUs è un manifesto progettuale che va in giro per il mondo e che ci ha portato un arricchimento in termini di esperienze e di relazioni.

Ti capita di progettare giocattoli con i bambini?
Certo, facciamo molte attività a contatto diretto con i bambini, come l’esperienza di Toyssimi negli ospedali a cui abbiamo aderito con entusiasmo, o altri laboratori che faremo negli asili. Ci piace che siano i bambini a costruire e progettare la propria macchinina in modo che capiscano che possono essere artefici del loro destino.

Dove vanno le macchinine TobeUs?
Spero che questo progetto continui a portare felicità a tutte le persone contagiate dal profumo di cedro del Libano. Stiamo coinvolgendo anche altre realtà e portando avanti questo manifesto progettuale attraverso gli oggetti, non solo i giocattoli. È un semino che abbiamo piantato in un terreno molto fertile e che stiamo innaffiando da molti anni; se si aggiungono altri agricoltori presto crescerà una foresta. Da una serie di macchine.

Un’ultima domanda… Ma i tuoi figli giocano con le macchinine TobeUs?
Certo, ma non tutti i giorni. L’unica cosa che usano tutti i giorni è il tablet. Ed è per questo che stiamo sviluppando una app con un gioco interattivo. Il futuro di TobeUs è tutto da scrivere…

First collectionFirst collection
Alessandro GuerrieroAlessandro Guerriero
Alessandro MendiniAlessandro Mendini
Andrea BranziAndrea Branzi
De LucchiMichele De Lucchi
Il Furgoncino PortavaloriIl Furgoncino Portavalori
Il PickUpIl PickUp
Italo LupiItalo Lupi
La BerlinaLa Berlina
La RomanticaLa Romantica
La SportivaLa Sportiva
Mario BelliniMario Bellini

ARIMO! | a cura di Alessandro Garlandini

Breve pausa di sostenibilità per bambini e famiglie. Ecodesign, giocattoli con materiali riciclati e mostre su tematiche ambientali e sociali.
a.garlandini@ilvespaio.eu
www.ilvespaio.eu

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