urban planning

Il Grande Cretto completa la memoria di Gibellina

Il Grande Cretto di Alberto Burri, Gibellina (Tp)

Esattamente a trent’anni dall’avvio del cantiere per la sua realizzazione, il progetto più esteso di Alberto Burri ha trovato il suo completamento. Al Grande Cretto, versione amplificata delle omonime opere che confluirono in quel filone dell’Informale detto Materico, sono stati integrati 20.000 m² per raggiungere gli 86.000 previsti dal disegno originario. Un’enorme coltre di cemento bianco dispiegato sul fianco scosceso della vallata, sulle macerie – raccolte, compattate e trattenute da reti metalliche – del centro storico di Gibellina (TP) distrutto dal terremoto del ’68.

Burri svincolò dalle impalcature della Gibellina nuova, dove numerosi suoi colleghi accorsero per imbastire e ‘umanizzare’ l’abitabile con sculture, architetture e installazioni d’arte contemporanea, applicandosi invece alle increspature del paese estinto per congelarne la memoria attraverso un percorso di smarrimento accessibile, ad altezza d’uomo. È così che si presenta il Grande Cretto di Gibellina, come un vasto e spettrale labirinto aperto tra fenditure larghe 2-3 metri e ben visibile, data l’esposizione sud sud-est e le vaste proporzioni, anche da chi proviene dalle altre località della Valle del Belice. Il tracciato di Burri riporta la dimensione, le strade e i rilievi della città. Esattamente come un sudario segue la conformazione del corpo che avvolge.

“Davanti al Grande Cretto di Gibellina si comprende che la forma è una cosa vera, che lo spazio è un pensiero diversamente replicabile e aperto e che l’arte ha il potere di dare senso alle cose, con il più eloquente dei silenzi”. (parole di Bruno Corà raccolte nel recente catalogo della mostra Burri I Cretti allestita al Museo Riso di Palermo).

Il Grande Cretto di Alberto Burri, Gibellina (Tp)

Il Grande Cretto di Alberto Burri, Gibellina (Tp)
Il Grande Cretto di Alberto Burri. I blocchi di cemento hanno lati di 10-20 metri e un’altezza di circa 1,60 metri.

Il progetto voluto dalla Regione Sicilia, dal Comune di Gibellina e dalla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, tenendo fede al disegno originale dell’artista, ha finito di stendere il calco del vecchio assetto urbanistico di Gibellina per restituire alla comunità quel ‘sospirato’ simbolo di nuovo inizio rimasto incompiuto dal 1989.

Una seconda fase dei lavori, già finanziata e in attesa di imminente inizio, prevede l’ intervento di restauro completo, manutenzione e ripulitura e la realizzazione di una sede/presidio in cui sarà possibile sostare e documentarsi sull’opera e la sua storia. Mentre un’adeguata segnaletica e altri servizi di comunicazione sono stati messi in conto nel progetto di qualificazione territoriale regionale strettamente inerente Il Grande Cretto.

Antonella Mazzola

Previous post

#43 COMUNI VIRTUOSI 04. Castelbuono

Next post

LightOn iGuzzini: Lighting Lecture con Gustavo Avilés al Politecnico di Milano