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#161: Dalle munizioni ai capolavori

Li abbiamo appena battuti all’Europeo di calcio e quindi ora posso parlare di loro senza rischiare il linciaggio, degli svedesi di Stoccolma, territorio dove tuttora abita il progetto di rigenerazione urbana di cui vorrei parlarvi quest’oggi.
Qui, nel 2011, lo studio d’architettura Petra Gipp Arkitektur AB con sede sempre nella capitale svedese, ha rigenerato una fabbrica industriale di munizioni e vernici risalente al secolo scorso in un vero e proprio centro cultura pulsante, nuovo landmark urbano per funzionalità, carattere ed attività.

riab 161: Dalle munizioni ai capolavori
Una delle facciate dell’ex fabbrica di munizioni e colori rigenerata in spazio per l’arte e l’architettura (via http://www.gipparkitektur.se).

La nuova Kunsthalle per l’arte e l’architettura contemporanea, la Färgfabriken-kunsthalle, si trova nell’area industriale di Stoccolma, un territorio ricco di memoria, storia, stratificazioni e contenitori produttivi dalle proporzioni antiquate (rispetto ai processi prodottivi contemporanei) e dalle dimensioni pesanti ed esagerate, molti dei quali abbandonati ed in semi-permanente stato di degrado.
Un paesaggio per troppo tempo lasciato implodere su se stesso, perennemente in bilico tra la volontà di completa demolizione e ricostruzione e la speranza di nuove opportunità di ricucitura tra esso e la città circostante.
Ma da quattro anni a questa parte, l’intervento della Färgfabriken-kunsthalle ha dato il via ad un processo di rigenerazione spaziale e funzionale dell’area che, immaginando nuovi motivi per attraversarla, è riuscito ad innervare con nuova energia (anche di capitali oltreché d’intelletto ed attività) un palcoscenico costellato quasi esclusivamente da rovine.
riab 161: Dalle munizioni ai capolavori
Colore, luce e proporzioni per ospitare al meglio esposizioni permanenti ed attività temporanee (via http://www.gipparkitektur.se).

L’intervento in se stesso è semplice, pulito e lineare e si basa sostanzialmente sulle geometrie dettate dai rapporti tra pieni e vuoti, tra luce, colore e funzione.
Il bianco domina ogni spazio, offrendo agli allestitori luoghi perfetti all’interno dei quali far accadere tutto quel che sognano e desiderano, dalle mostre alle esibizioni, dai workshop alle performance. Le altezze sono variabili e cambiano a seconda della funzione che ospitano: dalle zone più basse della caffetteria, del bookshop e degli uffici, a quelle più alte della hall e delle zone espositive.
Gli arredi sono minimi e minimalisti.
La luce entra con diverse intensità a seconda del piano in cui ci si trova: meno nella parte bassa, dove tagli solari” illuminano puntualmente spigoli e microsuperfici, più marcata nel piano superiore, dove sembra non cali mai la notte.
Oltre alla caffetteria ed agli spazi amministrativi e legati alle funzioni espositive, una grande sala per feste ed attività private ed un archivio tematico liberamente accessibile e consultabile completano l’offerta di questo intervento di rigenerazione urbana che altro non vuole se non sperimentare nuove modalità di dialogo tra parti di città fino a qualche anno fa completamente scisse e concettualmente distanti seppur adiacenti dal punto di vista spaziale.

marco svara
www.marcosvara.com
www.manifetso2020.com
m.svara@manifetso2020.com
@marcosvara
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RIAB | a cura di Marco Svara

Una rubrica settimanale che parla di processi di RIgenerazione urbana in risposta all’ABbandono edilizio. Dal respiro tanto internazionale quanto locale. Ideata da Elisa Delli Zotti e Marco Svara, curata su Design Context da quest’ultimo, alla quale contribuiranno diversi Guest Editor da tutto il mondo (isole comprese).

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