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#060 Design Week Mexico, Proyecto Tamayo

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Il vero protagonista di questa installazione in realtà è proprio l’edificio in cui l’installazione si ‘innesta’ come una piccola appendice, per nulla appariscente.

Il Museo Tamayo di arte contemporanea si trova nella prima sezione del parco de Chapultepec a Mexico City e nasce dall’idea e dall’iniziativa di Rufino Tamayo, artista e collezionista che voleva una casa per la propria opera e per la sua collezione. Insieme con gli architetti Teodoro González de León e Abraham Zabludovsky, tra il 1972 e il 1981, anno dell’apertura, concepì un edificio ‘opera d’arte’ che si inseriva perfettamente nel contesto naturalistico del parco e che rileggeva con un linguaggio (e con materiali) contemporaneo i caratteri dell’architettura preispanica. La forma piramidale sembra emergere dal suolo livello dopo livello, in una composta e allungata sequenza ascendente di parallelepipedi in cemento armato. E intorno il giardino e opere d’arte.

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Il Proyecto Tamayo di questa settima edizione della Design Week Mexico ha coinvolto lo studio messicano C Cubica Arquitectos e quello italiano Palomba Serafini Associati. Insieme con il landscape designer Pedro Sanchez, hanno aggiunto nel modo meno invasivo possibile, una piccola galleria che, timida appendice, dal volume stratificato del Museo si sporge sul prato circostante. Un leggero traliccio in metallo con ‘pareti’ di funi, adatte a piante rampicanti che entro marzo (momento previsto per il disallestimento) prenderanno probabilmente possesso della struttura. E all’interno una (di questi tempi immancabile) cucina per cooking session con i visitatori del museo. Un altro buon motivo per visitare il vero protagonista del sito. E il Bosque de Chapultepec.

 

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Alessandra Bergamini

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Impermanence | a cura di Alessandra Bergamini

Tutto quanto fa temporaneo. Una rubrica (finora regolare) sul progetto del transitorio, e perché no dell’effimero, del fugace. Che quasi sempre però porta con sè sintesi e intensità, di significati e di effetti. Gradite sono segnalazioni o notizie a alessandra.bergamini@designcontext.net

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