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Alla luce di una Candela: di design e di tecnologia

Alla luce di una Candela: di design e di tecnologia, ma anche di storia e di futuro, come di esperienza e di visioni.

Nuovi oggetti per la casa, prodotti che mettono in evidenza il ruolo delle nuove tecnologie digitali nel nostro ambiente domestico.Basandosi sull’idea di evoluzione, Astep, oltre a guardare al futuro, ripresenta al pubblico, pezzi che hanno fatto la storia del design, oggetti senza tempo ideati da Gino Sarfatti e Vittoriano Viganò, nati dallo stesso ottimismo e fiducia del futuro che oggi ispira l’azienda nel creare i suoi nuovi prodotti.
Nel pensare lo spazio abitato, l’azienda mette a frutto l’esperienza, il sapere e la visione nel futuro che la famiglia Sarfatti ha costruito in tre generazioni e si cimenta con tecnologie oggi più accessibili. Il nome Astep vuole rappresentare movimento e apertura verso il progresso. Cerca di evocare un impulso naturale e inarrestabile per creare cose migliori, più sostanziali e di valore; esprime ammirazione per le invenzioni senza tempo che conservano ancora oggi il loro significato e sono in grado di arricchire il nostro quotidiano, ben oltre il periodo storico in cui sono state concepite e create.
I primi prodotti Astep per il 2016 rispecchiano la filosofia aziendale e uniscono l’evoluzione nell’illuminazione al design senza tempo.

Il primo prodotto è il manifesto di Astep: Candela.

Alla luce di una Candela: di design e di tecnologia
La lampada da tavolo Candela richiama la tradizione delle lampade a olio scandinave, ma unisce caratteri classici alla tecnologia del XXI secolo. Progettata da Francisco Gomez Paz prende posizione sull’evoluzione nel design, sulle nuove tecnologie e su un consumo responsabile nei confronti dell’ambiente. Candela trasforma il calore della fiamma in corrente che accende dei moduli LED; al suo interno è installato un sistema innovativo che, grazie all’effetto termoelettrico Seebeck, genera elettricità dal calore di una fiamma alimentata da bioetanolo, un combustibile a base vegetale, naturale e rinnovabile. In tal modo produce da sé la corrente necessaria per far brillare di una calda luce moduli LED e ricaricare dispositivi portatili tramite una porta USB.
Alla luce di una Candela: di design e di tecnologia
Candela può essere accesa semplicemente con un fiammifero o un accendino e può essere utilizzata sia negli spazi esterni sia negli interni grazie al fatto che la sua fiamma non produce fumo. Il serbatoio di bioetanolo ha una capacità di 300 ml e deve essere regolarmente riempito. La ricarica di un serbatoio produce corrente per sei ore di illuminazione. Una batteria al suo interno accumula energia ogni volta in cui la lampada è accesa. Candela emana una luce calda e confortevole potendosi così adattare in maniera ideale non solo agli spazi privati ma anche a bar, ristoranti, lounge o punti di accoglienza.
Alla luce di una Candela: di design e di tecnologia
Eleganza e leggerezza sono temi ricorrenti nell’opera di Gino Sarfatti e il modello 2065 non ne fa eccezione. Nel 1949-50 Gino Sarfatti entra in contatto con un nuovo materiale, il metacrilato. Il metacrilato, o perspex come era chiamato allora, è più resistente e più leggero del vetro, il materiale più diffusamente usato nel settore dell’illuminazione in quegli anni. La forma del modello 2065 venne naturalmente a Sarfatti quando ebbe la possibilità di maneggiare quel nuovo materiale; la lampada a sospensione si compone di un diffusore costituito da due grandi semi-coppe in metacrilato opalino, unite da un semplice incastro e sospeso grazie al cavo e a un’asta di alluminio verniciato nero. L’essenzialità del design e la leggerezza dei materiali restituiscono l’idea di un oggetto flottante nello spazio.
VV Cinquanta è una serie di lampade progettate dall’architetto italiano Vittoriano Viganò nel 1951, anno in cui fu Direttore Artistico di Arteluce. La serie VV Cinquanta è caratterizzata dalla possibilità di direzionare i riflettori per ottenere sia una luce diretta da lettura sia una luce indiretta d’ambiente.

Alla luce di una Candela: di design e di tecnologia
Alla luce di una Candela: di design e di tecnologia
Alla luce di una Candela: di design e di tecnologia

La versione a sospensione è un apparecchio caratterizzato da una struttura a due bracci: alle estremità sono montati due riflettori con forme diverse per sottolineare le due funzioni. Sia la struttura sia i riflettori possono essere regolati in svariate posizioni ottenendo diversi scenari luminosi e assumendo anche una dimensione grafica nello spazio di particolare impatto.
La versione da terra si erge con grazia su una snella struttura in ferro verniciato nero. Il riflettore è montato su uno stelo articolato che può ruotare e inclinarsi consentendo così di direzionare il fascio luminoso.
La versione a parete consiste di un attacco a parete in ottone o in alluminio verniciato che permette al riflettore di essere ruotato di 359 gradi e inclinato di 160. I riflettori della serie di lampade VV Cinquanta sono torniti in alluminio e disponibili nei colori originali scelti da Viganò.
Tutti i prodotti Astep sono realizzati in Italia con materiali riciclabili quali vetro e alluminio oltre a una serie di materiali termoconvettori resistenti al calore.
Astep è stata fondata nel 2014 da Alessandro Sarfatti e Nicholas Zambetti. L’illuminazione è stata sempre un caposaldo nella biografia di Alessandro, che ha sempre ammirato l’opera di suo nonno Gino Sarfatti, un pioniere in questo campo, e ha lavorato a fianco del padre Riccardo per Luceplan. Tre generazioni nella famiglia, di cui ognuna ha contribuito ad arricchire il design e l’illuminazione con creazioni altamente innovative.

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