EX POst

#9 Padiglione della Francia

1-MIL_EXT_XTU-architectsLa Francia partecipa a Expo Milano 2015 con il padiglione progettato dagli architetti Anouk Legendre e Nicolas Desmazieres di 2000 m2 su una superficie complessiva di 3600 m2. Le tematiche di Expo 2015, “nutrire il pianeta e assicurare a tutta l’umanità cibo sufficiente, di qualità e sano, in modo duraturo”, vengono affrontate attraverso una comunicazione basata su quattro cardini: il contributo alla produzione alimentare mondiale grazie alle potenzialità del tessuto produttivo francese, lo sviluppo di nuovi modelli alimentari capaci in risposta alla necessità di produrre meglio, il miglioramento dell’autosufficienza dei Paesi in via di sviluppo con una politica di trasferimento di competenze e tecnologie, l’alleanza quantità+qualità in tutti gli ambiti, sanitario, nutritivo, culinario. Il padiglione francese, oltre a essere un luogo simbolico per lo scambio e la produzione, si pone come esempio di innovazione architettonica e low tech, per “produrre di più e meglio”. Il concept del padiglione trae ispirazione da Les Halles e dai padiglioni di Baltard, realizzati nella seconda metà dell’Ottocento per il grande mercato coperto parigino. La configurazione invece deriva da un’immagine tridimensionale di un terreno con rilievi e depressioni, sezionata e rovesciata per mostrarne l’interno ricco di concavità e convessità. Il tour del padiglione, che è luogo di commercio ma anche di produzione, inizia dal labirintico e lussureggiante giardino che mostra la diversità e la molteplicità dei paesaggi delle regioni francesi. Il padiglione è realizzato interamente in legno (proveniente dal Massiccio del Giura) con geometrie complesse e forme libere che manifestano la competenza tecnologica raggiunta delle strutture di legno con assemblaggi invisibili. La struttura, il soffitto  (in abete rosso) e la facciata (in larice) formano un unico insieme così composto: una struttura primaria curva e una struttura secondaria curva di legno tinto, laminato e incollato che danno la forma del “mercato grande”; forme libere realizzate in officina con taglio laser in 3D e poi assemblate con giunto invisibile (Simonin Company) che conferiscono l’aspetto di una struttura scatolare stretta sul lato inferiore; la facciata in stecche di legno verticali con funzione di brise-soleil; i pavimenti, le strutture del pavimento e i soffitti delle facciate interne, la struttura del tetto e la facciata sono realizzati con prodotti standard in abete rosso. In fase di progettazione è stato tenuto conto dell’impatto ambientale dell’intera struttura, del consumo energetico e della sostenibilità dei materiali d’impiego. Applicando i principi dell’architettura bioclimatica sono stati utilizzati sistemi naturali di ventilazione e raffreddamento (flussi d’aria dal lucernario al centro) per ridurre al massimo il consumo energetico. La costruzione si sviluppa su tre piani ed è servita da tre scale doppie e da impianti di risalita; ai soffitti sono appesi i prodotti agroalimentari tipici in modo da ricreare l’ambientazione ‘rovesciata’ del territorio modellato dagli agricoltori. Il piano terra è adibito agli spazi espositivi, al mercato e ai partner; il primo piano (ala nord-est) è destinato agli uffici, alle aree di staff e alle aree VIP (ala nord-ovest). All’interno il viaggio si sviluppa tra i pilastri della grande volta centrale; sulla struttura una grande e panoramica terrazza che ospita un’ampia varietà di piante aromatiche e due ristoranti ciascuno con un dehor ombreggiato da un pergolato. Al limite tra i due ristoranti, lo show cooking.

Margherita Toffolon

Rubrica EX POst
a cura di Paolo Righetti

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