riv 3.0

#63 Architetti digitali stranieri: Urbana


riv63_1 riv63_2okriv63_3 riv63_4 riv63_5 riv63_6
Lo sviluppo di ambienti che reagiscono all’esperienza umana è il focus di un altro team di lavoro, questa volta americano, Urbana Studio, fondato da Rob Ley nel 2002 con sede a Los Angeles. I progetti rappresentano momenti importanti di sperimentazione formale con rappresentazioni tridimensionali organiche, ottenute grazie a uno studio approfondito dei materiali e all’uso di tecniche di fabbricazione digitale, funzioni trigonometriche e simulazioni computerizzate. In questo caso ci soffermiamo non su un progetto di interni o una installazione temporanea, ma su un intervento a scala architettonica, ossia la facciata principale del parcheggio del nuovo Ospedale Eskenazi a Indianapolis. Il progetto, completato nel 2014, intendeva trasformare l’infrastruttura, solitamente trattata in modo anonimo, in un paesaggio sintetico, in uno scenario scultoreo. 7.000 pannelli multi-colore in alluminio definiscono una facciata soffice e dinamica, in cui il modello geometrico viene ‘scardinato’ grazie al movimento dei moduli. Le lastre metalliche sono ruotate in base a diverse angolazioni e riescono a creare un’esperienza visiva continuamente mutevole al passaggio di pedoni e automobilisti.
La scena che si configura appare effettivamente come un frammento di paesaggio, una griglia di foglie che girano al vento, una quinta ricca di chiaroscuri e intensità, assimilabile più alla volitiva natura che all’architettura statica.
www.urbanaarch.com
Foto: ©Rob Ley

Elisa Montalti

RIV 3.0 è una rubrica ideata e curata da Elisa Montalti che indaga la radicale trasformazione nel settore del design, dell’architettura e della cultura in generale grazie al web e allo sviluppo delle tecnologie innovative.
elisamontalti@hotmail.it

Previous post

Itinerari di architettura milanese. Luigi Caccia Dominioni

Next post

#11 Dal Cloudbuster al Cloud Cast