ecobabele

#45 Materiali isolanti 20. Gomma riciclata

La gomma riciclata e le sue applicazioni in edilizia e a scala urbana attraverso la realizzazione di asfalti modificati per la rete stradale.

Quando il materiale più sostenibile diventa uno di quelli meno naturali?
È il caso di alcuni materiali provenienti dal recupero/riuso, l’esempio della gomma riciclata.

La seconda vita dei pneumatici, un’operazione che consente molteplici effetti in termini ambientali. In primo luogo contrasta in maniera determinante il ‘fenomeno discarica’ che sempre più spesso ha visto i nostri paesaggi deturpati, anche illegalmente, da cataste incontrollate di rifiuti; in secondo luogo occorre evidenziare l’importanza del riuso di una materia seconda che necessita di un solo processo di trasformazione con una consistente riduzione della filiera produttiva che dalla materia prima porta al prodotto finito.

La gomma riciclata, particolarmente idonea per l’isolamento acustico all’interno di edifici sotto forma di materassini anticalpestio o come sottomurazione, ben si adatta anche alla composizione di pannelli fonoisolanti in abbinamento ad altri materiali termoisolanti come EPS o PUR.

Una applicazione che sta trovando sempre più spazio a scala urbana nella realizzazione di infrastrutture dedicate alla viabilità, è invece quella che riguarda la composizione di asfalti modificati.
Questa composizione, data la naturale capacità di assorbimento rispetto agli urti e la minor rigidezza in rapporto ai i materiali tradizionali, sta trovando consenso e applicazione in moltissime reti viarie in corso di realizzazione/ristrutturazione.
Dal punto di vista tecnico questa composizione può avvenire in 2 modi: attraverso l’aggiunta della polvere di gomma al bitume in modo da ottenere un mastice bituminoso (WET) o aggiungendo la frazione di gomma direttamente al conglomerato andando a sostituire parte della frazione lapidea presente (DRY).
Il modello più largamente utilizzato oggi e che trova, a seguito di verifiche eseguite dagli anni settanta a oggi, maggior garanzia in termini di durabilità e caratteristiche tecniche del prodotto, risulta essere quello che utilizza tecnologia WET, di tipo “asphalt rubber”, che prevede un alto dosaggio di polvere di gomma. Particolarmente impiegato nella realizzazione della parte più superficiale dello strato allo scopo di garantire maggiore aderenza e silenziosità nel transito, un manto di questo tipo si caratterizza principalmente per:

– Durabilità
– Silenziosità
– Elasticità
– Aderenza

Diffusi a macchia d’olio in Germania, Austria, Svezia, Stati Uniti, Canada, Cina, Australia, gli asfalti modificati stanno prendendo piede anche in Italia andando a interessare reti stradali sempre più importanti.


ecobabele

Ecobabele | a cura di Simone Gabrielli, Consulente Energetico per l’Agenzia CasaClima di Bolzano

in collaborazione con Elisa Montalti della redazione, alla ricerca di una comune
(o almeno comprensibile) Lingua della Sostenibilità.
simonegabrielli@studioarches.com
www.studioarches.com

Previous post

#228 Fari monocromatici nella nebbia (quasi) monocromatica

Next post

Premi Cnappc. L' Architetto italiano 2015 e i giovani talenti dell'architettura