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#278: Amazon Locker

Amazon Locker

È arancione, di una tonalità impossibile da non individuare nel marasma urbano.
È di ferro, solido, come una cassetta di sicurezza bancaria. Ha una dimensione paragonabile ad un armadio a 4 ante, magari un po’ più basso, circa quanto un distributore di bibite. Ha un monitor, un lettore di qr code o codici a barre, quale luce a led sulla sommità e dei piccoli contenitori indipendenti di dimensioni differenti.
E infine ha due scritte: la prima, frontale, dove si legge ‘Ordina su Amazon, ritira qui’; la seconda ‘Amazon Locker‘.

pedice # 278: Amazon Locker
L’Amazon Locker di Landriano a Pavia (ph. Samuele Marco Degradi).

Quando l’ho visto, all’Unes di Landriano a Pavia, mi sono venute contemporaneamente in testa due riflessioni: 1. cazzo che figata! 😉     2. cazzo che tragedia! :(
Cerco di spiegarmi meglio.

1. Finalmente, e come me ce ne sono molti, non dovrò elemosinare ‘asilo d’acquisti’ in qualche bar sotto casa o fruttivendolo nei paraggi, chiedendo loro di ritirare al posto mio uno dei frequenti acquisti fatti all’interno della piattaforma di e-commerce più famosa del mondo. Visto che lavoro 24/24 e quasi sempre fuori casa ed ufficio, è impossibile immaginare un servizio di consegna che mi geolocalizzi con la precisione del secondo e del centimetro per consegnarmi a mano quanto acquistato, pertanto, l’unica soluzione per continuare a shopping virtuale è quella di chiedere aiuto al vicinato che, seppur dinamica affascinante, non sempre raggiunge gli obiettivi prefissati.
2. Nel caso in cui questo dispositivo urbano prendesse piede tanto da moltiplicarsi all’interno di grandi e medie città italiane, ho paura che molti di quei piccoli commercianti che presidiano vie e viette, piazze e piazzette, tenderebbero a scomparire con un ritmo più elevato di quanto non stia già accadendo.

Insomma, come in tutte le situazioni in cui si rileva un’impennata innovativa, esiste una contropartita sulla quale riflettere. Aumentando esponenzialmente l’accesso e l’accessibilità dei prodotti online, cosa succederebbe al commercio offline, imbrigliato dall’impossibilità di offrire al cliente sconti paradossali?
‘Orange is the new black’ recita il titolo di una celebre serie tv americana. Riflettiamoci un secondo prima di decidere se lo stato d’animo più corretto e sostenibile sul medio lungo periodo sarà il primo (figata), il secondo (tragedia) oppure un terzo da definire collettivamente in relazione all’immagine della città dei nostri sogni.

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