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#160: Da palcoscenico a residenza: la trasformazione del Majestic Theatre

Riavvolgete le lancette dell’orologio al 2009, anno in cui il processo di rigenerazione di cui voglio parlarvi quest’oggi è stato avviato. Roteate il mappamondo che sono certo ognuno di voi ha sottomano fino ad arrivare a Sidney, e più precisamente nel quartiere Petersham.
Qui, nel quartiere australiano dei teatri e della cultura, lo studio Hill Thailis ha rigenerato il Majestic Theatre trasformandolo in un complesso misto d’attività commerciali (piano terra) ed abitazioni (27 unità distribuite su tre livelli).

L’ingresso del Majestic Theatre, Sidney, ora struttura multifunzionale con attività commerciali e residenze (via http://www.hillthalis.com.au)
L’ingresso del Majestic Theatre, Sidney, ora struttura multifunzionale con attività commerciali e residenze (via http://www.hillthalis.com.au).

La storia del Majestic Theatre inizia nel 1921, anno della sua costruzione su progetto degli architetti Kaberry e Chard. Partito come un piccolo teatro di quartiere contraddistinto da facciate in mattoni rossi lavorati, successivamente fu acquistato dalla Greater Union e rinominato Teatro Odeon fino al 1953, anno in cui l’architetto Guy Crick lo trasformò in cinema.
Uno dei vani scale che hanno resistito nel tempo e nelle trasformazioni, sapientemente lasciati dallo studio Hill Thailis che ha curato la rigenerazione dell’ex teatro, ex cinema, ex pista di pattinaggio e social club (via http://www.hillthalis.com.au)
Uno dei vani scale che hanno resistito nel tempo e nelle trasformazioni, sapientemente lasciati dallo studio Hill Thailis che ha curato la rigenerazione dell’ex teatro, ex cinema, ex pista di pattinaggio e social club (via http://www.hillthalis.com.au).

Dopo il teatro ed il cinema arrivò il pattinaggio. Paradossale vero? Nel 1979 una pista di pattinaggio ed un social club avevano così preso il posto di attori, scenografi e pizze cinematografiche. Dopo la trasformazione del 1979 nulla fino ai giorni nostri, colpa (o merito, a seconda dei punti di vista) di un’amministrazione che ha respinto più volte nuove proposte di rifunzionalizzazione.
L’ultimo ed attuale progetto di ripensamento del vecchio teatro ha conservato sostanzialmente il volume dell’edificio intervenendo, ovviamente, rispetto la distribuzione interna.
Al piano terra un caffè ed una serie di spazi commerciali retail. Ai piani superiori 27 unità abitative di taglio e dimensione differente in modo tale da ospitare all’interno dei tre piani adibiti a residenza una mixité di popolazioni eterogenea e dinamica, prima garanzia di sostenibilità dell’operazione.
Dai monolocali a bilo e trilocali fino a soluzioni a doppia altezza, ridefiniscono così il rapporto tra l’ex teatro, il quartiere e gli spazi circostanti, togliendo sicuramente metri quadrati di spazio pubblico alle popolazioni locali ma offrendo nuova vita ad un volume urbano che rischiava di rimanere senza identità ed utilizzo per gli anni a venire. Dalla strada, il ruolo di landmark urbano permane (la facciata principale, soprattutto la parte alta, è rimasta sostanzialmente invariata); dalle vie laterali i mattoni rossi continuano ad esserci; internamente, scale antincendio permangono dove sono state pensate quasi cent’anni prima, con i segni del tempo e la sovrapposizione dei materiali che si sono succeduti nel tempo. Un bell’esempio di come si possa stravolgere completamente un contenitore culturale e pubblico in luogo dove accogliere una vita più intima e privata. Anche se a pensarci bene, cos’è la quotidianità famigliare se non il più bello e reale spettacolo teatrale?

marco svara
www.marcosvara.com
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RIAB | a cura di Marco Svara

Una rubrica settimanale che parla di processi di RIgenerazione urbana in risposta all’ABbandono edilizio. Dal respiro tanto internazionale quanto locale. Ideata da Elisa Delli Zotti e Marco Svara, curata su Design Context da quest’ultimo, alla quale contribuiranno diversi Guest Editor da tutto il mondo (isole comprese).

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