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#154: CRONACHE DAI MERCATI GENERALI DI MILANO / PT. 3

Dopo avervi parlato del modello di workshop in generale, condividendo con voi gli ingredienti principali di un approccio che sempre più spesso viene utilizzato come strumento attraverso il quale demolire l’inerzia che in molti casi inibisce traiettorie di ripensamento e riuso di spazi urbani in situazioni di inutilizzo o sottoutilizzo, e dopo avervi fatto innamorare dell’area di progetto, quei Mercati Generali di Milano tanto grandi quanto complicati, tanto importanti quanto impotenti, è tempo di svelarvi alcuni retroscena rispetto agli MC’s – Masters of Cerimony (tanto per utilizzare un termine giovanil-contemporaneo) di questa sperimentazione, il collettivo Temporiuso di Milano e quei fantastici mattacchioni dei SUPERUSE Studio di Rotterdam.
Partiamo dai primi, visto che giocano in casa.

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Temporiuso X Milano: mappatura e visualizzazioni dei cicli di alto e basso utilizzo di edifici, aree urbane e spazi aperti di Milano.

Temporiuso.net è un’associazione culturale, è già questo dovrebbe far riflettere i tanti soggetti del terzo settore attivi a livello nazionale oltreché gli enti locali attanagliati da problematiche inerenti dinamiche di contrazione urbana. Non è uno studio di progettazione, non è uno studio di architetti associati ma una realtà ‘culturale’ che si pone come obiettivo principale la promozione, attuazione, gestione e diffusione di progetto di riuso temporaneo di spazi in abbandono. Per raggiungere questo obiettivo, organizza e realizza workshop, seminari internazionali, lectures, visite guidate, eventi, incontri pubblici, bandi di concorso con diverse Università, Accademie d’arte, Istituti di ricerca, studi di architettura, associazioni culturali, cooperative, stilisti, designer e atelier di artisti.
I fondatori, Isabella Inti, Valeria Inguaggiato, Giulia Cantaluppi, Andrea Graglia supportati dal 2011 dall’arrivo di Matteo Persichino, dal 2008 sono riusciti a portare a termine una moltitudine d’iniziative che dal supporto alla costruzione di politiche pubbliche alla realizzazione di interventi concreti di riuso e rigenerazione urbana, hanno dimostrato in scala 1:1 quanto le nostre città hanno tremendamente bisogno di realtà ibride e pluridisciplinari in grado di attivare processi di partecipazione dal basso e di sensibilizzazione/formazione dall’alto, facendo incrociare istanze collettive a volontà politiche.
Tra i tanti progetti è fondamentale citarne alcuni: Il Manifesto per il Riuso Temporaneo, Riuso Temporaneo? Breve manuale per attivarsi, il Manuale per il riuso temporaneo di spazi in abbandono in Italia, Made in Mage, Temporiuso X Milano, Palazzina P7 e la mappatura dei vuoti di Milano, tutti focalizzati verso un unico obiettivo, quello di sperimentare sul campo, attraverso lo scambio di buone pratiche e la contaminazione multiattoriale, nuove modalità per intervenire sulla città esistente e restituirla ai suoi abitanti, offrendo loro nuove opportunità di vita quotidiana, di relazioni, di lavoro e d’abitazione.

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Manuale per il riuso temporaneo di spazi in abbandono, in Italia, altreconomia edizioni con il sostegno di Fondazione Cariplo, 2014.

Con il workshop in oggetto, Temporiuso continua nel suo percorso volto ad alimentare una riflessione critico-collettiva sul ruolo, senso e significato delle pratiche di riuso, alternando traiettorie inclusive e partecipative a momenti di co-progettazione con enti e grandi players locali.
Ciò su cui vi invito a riflettere, e mi scuserete se ritorno su un concetto espresso precedentemente, è che temporiuso.net è un’associazione culturale, un soggetto del terzo settore, la stessa natura giuridica di una moltitudine di altre realtà italiane che si occupano di questo tema. Nelle altre città europee, questo ruolo di facilitatori, gestori, coordinatori, attivatori ed alimentatori di processi di rigenerazione urbana è in capo all’amministrazione pubblica oppure delegato a soggetti privati (come ad esempio studi di architettura o altro) che per il principio di sussidiarietà collaborano con l’ente in favore di obiettivi collettivi.
So che vi sembrerà qualcosa di poco conto ma non è così e vi invito a riflettere su quanto detto e sulle implicazioni che ciò comporta.
In Italia sembrerebbe come se la rigenerazione urbana sia solo ed esclusivamente un fatto culturale, un evento, un hobby e non un lavoro. Un qualcosa da fare nel tempo libero, al pari (con tutto rispetto) di un corso su come potare i bonsai o di una conferenza sull’influenza Liberty nell’artigianato.
Un applauso al team di temporiuso.net che quotidianamente si batte sul campo per contrastare tali dinamiche.
Nella prossima puntata vi parlerò dell’approccio e dei progetti di SUPERUSE Studio.
Uno per volta.

marco svara
www.marcosvara.com
www.manifetso2020.com
m.svara@manifetso2020.com
@marcosvara
(Twitter + Instagram)

RIAB | a cura di Marco Svara

Una rubrica settimanale che parla di processi di RIgenerazione urbana in risposta all’ABbandono edilizio. Dal respiro tanto internazionale quanto locale. Ideata da Elisa Delli Zotti e Marco Svara, curata su Design Context da quest’ultimo, alla quale contribuiranno diversi Guest Editor da tutto il mondo (isole comprese).

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