EX POst

#11 Future Food District COOP

01_D_MG_9564_DelfinoSistoLegnani

D_MG_9307_DelfinoSistoLegnani 00_D_SL_8548_DelfinoSistoLegnani 02_D_SL_6763_DelfinoSistoLegnani 05_D_MG_9523_DelfinoSistoLegnani 04_D_MG_9138_DelfinoSistoLegnani 03_D_MG_9462-DelfinoSistoLegnani

aaa_FFD_vertical-plotter_2

Un luogo dove si sperimentano nuovi livelli di connessione con il cibo. Questa in estrema sintesi l’idea del FFD. Un supermercato e una cucina sperimentale all’interno dei due edifici, ciascuno di 2.500 m2, insieme a una piazza pubblica di 4.500 m2 costituiscono il padiglione Future Food District di COOP.

Collocato in un nodo cruciale del sito espositivo, all’incrocio fra Cardo e Decumano, il supermercato si basa su un concetto integralmente nuovo, con uno spazio del tutto differente, anche visivamente, da quello che siamo abituati a frequentare. L’obiettivo è quello di proporre un modello di interazione del tutto nuovo fra consumatore, cibo e produttori.

Ad alimentare lo spazio di vendita un magazzino completamente automatizzato posto a livello zero, sotto la sala di vendita, che è invece al primo piano. L’elemento più vistoso nella organizzazione dello spazio e delle merci è costituito dalla eliminazione delle tradizionali gondole. Il cibo viene rifornito direttamente dal magazzino a tavoli interattivi. Un paesaggio quindi sostanzialmente orizzontale che modifica completamente la percezione degli spazi e lo sviluppo delle relazioni.

‘Vie’ al posto delle corsie, dedicate a cinque filiere, latte e dei suoi derivati, the, caffè e cacao, cereali e birra, carne e pesce, e infine vegetali e vino. In tutto più di 1500 prodotti rigorosamente made in Italy, da interrogare oltre che da acquistare. Cruciale l’utilizzo di tecnologie digitali, a partire dagli schermi collocati sopra le isole che segnalano quali alimenti sono presenti, e le tecnologie che aumentano la realtà con informazioni e indicazioni normalmente non reperibili in un tradizionale supermercato.

La fuga in avanti rappresentata da questa impostazione nello stesso tempo riporta il supermercato a una dimensione più originaria, quella del mercato, dove semplicemente lo scambio fra produttore e consumatore, carattere appunto del mercato tradizionale, è reso più contemporaneo dalle possibilità offerte dal digitale.

Committente: Expo Milano 2015
Partner: COOP Italia
Concept design: Senseable City Lab, Massachusetts Institute of Technology
Architectural and interior design: Carlo Ratti Associati
Consulenti per CARLO RATTI ASSOCIATI
Landscape design: Capatti Staubach Landschaftsarchitekte
Pedestrian flow analysis: Systematica
Urban algae folly design: ecoLogicStudio
Vertical farm design: ENEA, Ceres, Lucchini Idromeccanica
Graphic design and visual communication: Studio FM Milano
Interaction design: Avanade, dotdotdot
System integration: Accenture

PROJECT TEAM AT CARLO RATTI ASSOCIATI: Carlo Ratti, Andrea Galanti (Project manager), Giovanni de Niederhausern, Antonio Atripaldi, Alberto Bottero, Andrea Cassi, Sofia Cornejo Reindl, Gary Di Silvio, Pietro Leoni, Filippo Ferraris, Valentina Grasso, Walter Nicolino, Marco Maria Pedrazzo, Gianluca Santosuosso, Carlotta Sillano, Niccolò Suraci, Jenni Young.

PROJECT TEAM AT MIT SENSEABLE CITY LAB: Carlo Ratti, Assaf Biderman, Andrea Galanti, Paola Garbagnoli, Chris Green, Cesare Griffa, Alex Haw, Nazanin Naeini, Yaniv Turgeman.

Foto: ©Delfino Sisto Legnani
EXPO Milano 2015 Future Food District, project by Carlo Ratti, Direttore – MIT Senseable City Lab e Partner – Carlo Ratti Associati in collaboration with Favero & Milan Ingegneria, Capatti Staubach Landschaftsarchitekte, Systematica, ecoLogicStudio, Cesare Griffa Studio, ENEA e Ceres srl

Rubrica EX POst
A cura di Paolo Righetti

 

Previous post

Nicola Gisonda: quando il progetto prende il volo

Next post

Paola Marella: perché rimodernare le nostre case