Design Balneare

Il progetto per Rimini di Emilio Ambasz – parte seconda

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È curioso notare come Ambasz abbia riproposto senza saperlo, nell’idea del molo con piattaforma, un evento che nel medesimo punto era già presente alla fine del secolo scorso. Davanti al Grand Hotel di Rimini nel 1870 fu inaugurato un molo in legno che conduceva a una piattaforma smontabile a fine stagione, al centro della quale c’era una capanna elegantissima a forma di chiosco cinese.
Qui la nobiltà mitteleuropea, che un tempo prediligeva queste spiagge per trascorrervi l’estate, si dava convegno per serate e feste.  Ambasz sostiene che se la piattaforma è stata fatta allora, a maggior ragione la si può realizzare più grande e varia oggi, sfruttando al meglio le possibilità che la tecnologia ci offre.
“Rimini ha un certo patrimonio turistico di gente che veniva qui per tanto tempo. Ma ci sono turisti che una volta cambiata la posizione sociale non vogliono più tornare. Pertanto la cosa più interessante sarebbe poter dire: tornate e Rimini perché ci sono cose di qualità. A Rimini poi manca il panorama. Non ci sono alternative, una persona dopo essersi fatta cucinare dal cemento urbanistico va a farsi cucinare dal sole. Pertanto ci vogliono cose che creino aria nuova.” Spiega Ambasz.
Preziosa a questo punto è diventata la fascia di terreno demaniale di circa 150 metri che corre lungo il mare. Ambasz suggerì di sfruttare per quanto possibile la situazione cercando di creare strutture di tipo sportivo, commerciale e di svago in un ambiente pieno di verde: “La gente potrebbe usare questo luogo come fosse una specie di boulevard. In alcuni punti poi, per spezzare la monotonia della barriera cementizia percepibile soprattutto per chi guarda dal mare verso la città, si potrebbero creare colline di sabbia. Queste colline artificiali in alcuni punti potrebbero debordare dalla fascia demaniale per riversarsi sul lungomare, il traffico automobilistico in questo caso verrebbe incanalato al loro interno attraverso dei tunnel.”
A questo progetto di Ambasz, si sono succedute negli anni tante proposte progettuali, comprese quelle delle archistar come Jean Nouvel e Norman Foster, progetti altamente scenografici e suggestivi ma portatori di nuove volumetrie legate al residenziale (vedi il grattacielo di Foster in piazzale Kennedy).
Il futuro di questa città non può che essere rivolto al togliere più che a mettere,  la bellezza di questi luoghi risiede nella loro linearità, nel pacato stendersi di linee orizzontali. A ben vedere il progetto di Ambasz  a quasi trent’anni di distanza rimane il più giusto, anche se come sostiene egli stesso “penso che la cosa più importante sia vedere che cosa si possa fare per il futuro di Rimini in un’ottica minimalista. Anche se non mi pare ipotizzabile abbattere gli alberghi lungo il mare.”

Roberto Semprini
Design Balneare, ovvero la Cultura della balneazione dalle sue origini ai possibili futuri scenari.
Un racconto che coinvolge molteplici aspetti del progetto: il tempo libero, il design del prodotto, la moda, l’arredo urbano, le microarchitetture, gli stabilimenti balneari d’avanguardia, fino agli interventi urbanistici e architettonici del waterfront delle città.

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