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#07 Enzo Mari chi?

Come si sa, Hitler viene nominato cancelliere nel 1964, mentre Mussolini riceve Ezra Pound nel 1948. E “lo si sa” perché queste sono le risposte che alcuni concorrenti, più o meno ventenni, hanno dato a domande che erano state poste loro da Carlo Conti durante lo spettacolo quiz L’eredità. A partire da questi presupposti, non riusciamo a immaginare quale risposta avrebbero potuto dare se la domanda fosse stata “Chi è Enzo Mari’”.

D’altra parte la risposta è difficile anche per chi ne abbia seguito attentamente il percorso o, addirittura, per chi abbia lavorato con lui. Anzi, paradossalmente, si potrebbe dire che più si conosce Enzo Mari, più è difficile rispondere alla domanda iniziale.
È un designer? No: è questa una parola che non gli piace, che (come dichiara) non capisce, tanto più che secondo lui il design è morto, affermazione – ci dice – condivisa non solo “dai folli come me, ma anche dalle imprese”. Tentiamo con ‘progettista’? La risposta è quasi esatta, visti i suoi oltre 2.000 progetti che hanno inciso profondamente nella storia del design, come attestano i 4 Compassi d’Oro che gli sono stati attribuiti, oltre ad altri importanti premi internazionali. Ma poi ci sarebbe anche ‘scrittore’, visto che ha pubblicato diversi volumi, tra cui la sua autobiografia dal bellissimo titolo “25 modi per piantare un chiodo”. Ma sarebbe giusto anche ‘comunista’, come Mari si è autodefinito durante una recente chiacchierata con Francesca Esposito.

Che una definizione sintetizzante sia allora ‘intellettuale? È questa una bella domanda, che Mari stesso si pone: “Io sono un intellettuale? Non lo so, dice. Lo sono come intenzione di esserlo. Cerco di trovare questa dignità”. Ma non so se ci riesco.
Ecco allora che, partendo da qui, la risposta alla domanda Chi è Enzo Mari?, potrebbe essere questa: una persona senza qualifiche particolari, ma che con i suoi progetti, le sue parole, i suoi scritti e insegnamenti obbliga a pensare, al confronto con un continuo spiazzamento, dove la provocazione intellettuale ed emotiva è la leva che apre porte di luoghi in cui abitano nuovi pensieri (per l’appunto) che conducono a nuove strade. D’altra parte non potrebbe essere diversamente per uno che cita come propri maestri Platone e Aristotele: “Platone, che ha descritto l’orizzonte dell’utopia e dell’etica, e il suo allievo Aristotele, che ha rivendicato l’importanza della materia”, come Mari ha detto in un’intervista rilasciata alla Stampa.

Una personalità complessa e sempre nuova, e proprio per affrontare questa complessità niente di meglio che rendergli onore, studiarla, cercare di farla diventare patrimonio comune. Questo è ciò che ha pensato TAM-TAM che – con Alessandro Guerriero (il quale ha lanciato l’idea), Gillo Dorfles, Stefano Boeri, Alessandra Zucchi, Stefania Vaccari, Alessandra D’Innocenzo, Aldo Colonetti, Paolo Ulian e Francesca Alfano Miglietti e chi scrive – ha proposto di dare vita alla Fondazione Enzo Mari. Sarà un processo articolato e vuole essere un percorso capace di coinvolgere centinaia di persone. In quale modo?

Come è detto nella pagina FaceBook Tam Tam per la Fondazione Enzo Mari “ogni designer – ma anche non designer – che abbia conosciuto o che non abbia conosciuto Enzo Mari”, si chiede in dono un oggetto: tutti questi oggetti saranno battuti all’asta e i fondi così raccolti verranno utilizzati per dare vita alla Fondazione Enzo Mari. Potrebbe sembrare un’idea strana, visto che in genere le Fondazioni vengono…fondate in memoria di qualcuno, mentre nel nostro caso Mari è, per fortuna, vivo e attivo anche se con qualche acciacco, come ha fatto sapere. D’altra, parte trattandosi di Mari il nostro ragionamento non poteva che essere atipico, provocatorio e – speriamo – coinvolgente.

A questo punto, invitiamo tutti (designer e non designer) a prendere contatto con Tam Tam per la Fondazione Enzo Mari attraverso la pagina Facebook dedicata: a oggi sono già 165 le persone che hanno aderito all’iniziativa di rendere onore a questo gigante del progetto.

Giacomo D. Ghidelli

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