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#061 The End of Sitting, ovvero contro l’ovvietà della vita moderna

La domanda sembra contraddire l’ovvio più ovvio, ma perché negli uffici si lavora seduti?

A dire la verità negli ultimi anni le aziende del settore e i designer hanno sempre più frequentemente proposto sia ambienti di lavoro più informali, sia arredi meno convenzionali e più comodi per rispondere a scenari lavorativi in evoluzione. In alternativa alla tradizionale scrivania con sedia, divani e sistemi di sedute imbottite per riunioni, cabine per la privacy, tavoli di cui si può variare l’altezza. Per poter lavorare, pensare, discutere, leggere in piedi, per poter cambiare nella giornata lavorativa la solita posizione seduta.

Gli architetti olandesi di Raaaf, Ronald e Erik Rietveld, Arna Mačkic insieme a Barbara Visser, con la loro installazione The End of Sitting, la cui ultima versione Cut Out è ora alla Chicago Architecture Biennale dove sono stati nominati fra i nuovi talenti, arrivano non solo a mettere in dubbio la formalità e convenzionalità degli spazi di lavoro e la posizione pervicacemente tenuta sulla sedia, notoriamente nociva per il corpo sul lungo termine, ma anche a proporre una serie di alternative a essa, con diverse ‘figure’ e possibilità, “per poter cambiare postura ogni mezz’ora”.

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Lavorare in piedi. Si può fare. Ma anche distesi, proni o supini, appoggiati con tutto il corpo o con solo una parte, camminando o dondolando.

Un approccio radicale e un progetto intrinsecamente filosofico per portare sé stessi e gli altri a immaginare un modo di vivere completamente diverso. Non solo in ufficio, o non solo contro la sedentarietà della vita moderna. Per stimolare le idee e la creatività con il movimento e lo scambio.

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The End of Sitting
RAAAF | Barbara Visser
Foto: Jan Kempenaers (color), Frederica Rijkenberg (black&white)

Con il sostegno di Mondriaan Fund, Stichting DOEN, The Amsterdam Fund for the Arts (AFK), Looiersgracht 60, Fund Creative Industry, The Netherlands Organisation for Scientific Research (NWO).

La versione Cut Out presentata alla Biennale di Architettura di Chicago è stata ‘tagliata’ in sezione e ridotta rispetto alla originale per essere allestita in un container, che dal 3 gennaio, dopo Chicago, verrà spostato a Los Angeles e New York.

http://chicagoarchitecturebiennial.org/explore/news/new-talent-raaaf/

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Impermanence | a cura di Alessandra Bergamini

Tutto quanto fa temporaneo. Una rubrica (finora regolare) sul progetto del transitorio, e perché no dell’effimero, del fugace. Che quasi sempre però porta con sè sintesi e intensità, di significati e di effetti. Gradite sono segnalazioni o notizie a alessandra.bergamini@designcontext.net

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