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#059 I Castiglioni: originalità e invenzione

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Fra i moltissimi scatti di Gianni Berengo Gardin nella mostra ‘L’uomo, il lavoro, la macchina’ (una delle mostre di Foto/Industria a Bologna) c’è anche quello del 1989 che ritrae Alberto Alessi con Enzo Mari, Aldo Rossi, Alessandro Mendini e Achille Castiglioni. Nonostante le tute da lavoro che indossano, tutti sono ben riconoscibili. E il volto di Achille Castiglioni spicca in primo piano, appoggiato alla macchina da lavoro, in cerca di uno scambio empatico con l’osservatore. Come cercava di fare con il fruitore dei suoi oggetti:

“Un buon progetto nasce dall’ambizione non di lasciare un segno, ma dalla volontà di instaurare uno scambio, anche piccolo, con l’ignoto personaggio che userà l’oggetto progettato”.

Achille e Pier Giacomo Castiglioni hanno inventato un approccio progettuale quasi inimitabile, una sintesi di intuizione, arti applicate, funzione, ricerca di forme e tecniche nuove e, non ultima, ironia. I loro oggetti rappresentano un momento magico della storia del design e sono rimasti nella memoria collettiva. Anche grazie al catalogo di Zanotta, che ha mantenuto in produzione la quasi totalità dei pezzi che i fratelli Castiglioni hanno disegnato dal 1957 in poi per l’azienda di Nova Milanese. L’allestimento di Fabio Calvi e Paolo Brambilla è un omaggio alla progettualità unica dei due designer, funzionale ironico narrativo:

“Privilegiando il lato sperimentale degli oggetti li abbiamo fatti vivere in un contesto giocoso: ed ecco gli sgabelli Mezzadro (design 1957) che ‘arano’ un pezzo di prato, i sedili Allunaggio (1965) che atterrano sul pianeta e i Sella (1957) in fuga. Ironia e funzione marciano affiancati: del tavolino Cumano (1978) abbiamo estrapolato l’appendibilità e del sedile a inginocchiatoio Primate (1970) il disegno ergonomico. Raccogliendo la sfida con curiosità e senza lasciar perdere, come esortava Achille Castiglioni”.

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Zanotta Shop Milano
Fino al 7 novembre 2015
Piazza del Tricolore 2
Da martedì a sabato, dalle 10.30 alle 19.30

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Impermanence | a cura di Alessandra Bergamini

Tutto quanto fa temporaneo. Una rubrica (finora regolare) sul progetto del transitorio, e perché no dell’effimero, del fugace. Che quasi sempre però porta con sè sintesi e intensità, di significati e di effetti. Gradite sono segnalazioni o notizie a alessandra.bergamini@designcontext.net

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