Design Balneare

Design balneare

Il termine Design Balneare nasce a Cattolica nell’estate 1983, nel quadro di una mostra dal titolo “Memoria e mito Balneare” (foto) organizzata da Marcello di Bella, prolifico Assessore alla Cultura della città. Le tipologie d’uso indagate furono molteplici; dagli oggetti d’arredo per l’esterno come l’outdoor,  il wellness, il fashion,  giochi, gadgets, ect… fino alle micro architetture legate all’intrattenimento. Su questo tema assai stimolante dal punto di vista creativo, per quasi tutti gli anni ’80, si sono succeduti una serie importante di mostre progettuali a inviti, come di concorsi aperti a tutti. Grazie al lavoro di  coordinamento di Ugo La Pietra e ai progetti di  moltissimi progettisti provenienti da diverse Facoltà di Architettura italiane (le scuole di design allora erano quasi inesistenti), si è potuta affermare il concetto di Cultura Balneare.

Copertina catalogo
Catalogo sulla Cultura Balneare, Cattolica 1987

Cabina balneare
Progetto “Cabina balneare”, a cura di Paolo Cremonesi


Per merito di queste iniziative si formò in quegli anni una nuova generazione di progettisti di tendenza; il cosiddetto Nuovo Design Italiano. Da quell’ambiente frizzante  nacquero anche alcuni degli ultimi movimenti di design di livello internazionale, come il Complotto Grafico e il Bolidismo, provenienti dall’ambiente della Cattedra di Architettura degli Interni dell’Università di Firenze.

Garattoni
Wild surf, Complotto Grafico

La vongola
Vaso “La Vongola Verace”, Roberto Semprini


La cifra stilistica che ne emerse risente, sia dell’atmosfera edonistica degli anni ’80, sia dell’ambito progettuale assai stimolante sotto l’aspetto della creatività (il tempo libero, la riviera romagnola, l’estate, ecc…) sono tutta una serie di prototipi e progetti nati in quegli anni dal carattere immaginifico e ironico.
Diverse di quelle idee utopistiche oggi si sono avverate e molti di quegli oggetti  entrati in produzione. È un vero peccato che si sia interrotto il filo della ricerca, proprio oggi che le aziende di design che si occupano di questo tipo di prodotto sono alla ricerca di nuove idee, invenzioni, oggetti inaspettati e sorprendenti.
Mi auguro che quel filo interrotto sia riannodato da quella che ancora oggi, malgrado tutto, viene definita la Capitale delle Vacanze nel nostro paese: Rimini, che andrebbe così ad occupare quel ruolo vacante ma strategico di Osservatorio della Cultura Balneare Italiana.

Isola che non c'è
Progetto “Isola che non c’è”, di Patrizia De Tommaso e Rita Signorini

Catalogo pag. 28
Progetto “Splashtarzanspalshtarzan”, a cura Laura Aichelburg e Raffaella Scalerandi

Roberto Semprini
Design Balneare, ovvero la Cultura della balneazione dalle sue origini ai possibili futuri scenari.
Un racconto che coinvolge molteplici aspetti del progetto: il tempo libero, il design del prodotto, la moda, l’arredo urbano, le microarchitetture, gli stabilimenti balneari d’avanguardia, fino agli interventi urbanistici e architettonici del waterfront delle città.

 

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