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#00 Manifesto di una scuola estrema

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A Milano si è aperta la scuola chiamata TAM TAM.
È una scuola di eccellenza e si occupa di attività visive.
È una scuola GRATIS.
Suo Direttore è Alessandro Guerriero.
Nasce da un’idea di Alessandro Guerriero, Alessandro Mendini, Riccardo Dalisi e Giacomo Ghidelli.
I suoi Maestri sono importanti e il loro intervento è un dono.
Gli spazi sono in prestito, non esiste struttura, i suoi luoghi sono molti.
La sua sede principale è ospitata dai Frigoriferi Milanesi.
Chiunque può accedere alla scuola e i laboratori hanno durata variabile.
Ogni Maestro decide in modo autonomo il tema del suo intervento.
L’impegno temporale dei Maestri è a loro discrezione.
I maestri vengono coadiuvati da gruppi di collaboratori.
I primi maestri sono: Maurizio Cattelan, Maurizio Corrado, Beppe Finessi, Duilio Forte, Anna Galta Rossa, Anna Gili, Franco La Cecla, Francesca Alfano Miglietti, Marcello Morandini, Mauro Panzeri, Lorenzo Palmeri, Gianni Pettena, Mario Piazza, Marco Poma, Franco Raggi, Franco Summa, Giacinto di Pietrantonio, Martino Gamper…
La Scuola TAM TAM si occupa di attività visive.
La Scuola TAM TAM non è, innanzitutto, una scuola perché non ne prevede il flusso più tipico, che è il passaggio di nozioni, modelli, tecniche e metodi da un piccolo gruppo che sa verso un grande gruppo che non sa.
La Scuola TAM TAM non appartiene a colui che sa, né a colui che non sa, non si svolge tramite insegnanti e allievi.
Si svolge proprio solo fra coloro che assieme intendono scoprire e scegliere nozioni, modelli, tecniche e metodi che gli si addicono.
La Scuola TAM TAM non ha struttura.
Non è collettiva, non è obbligatoria, non è autoritaria, non è statale, non è borghese, non è operaia, non è ideologica.
Non provoca partecipazione e nemmeno acculturazione: non trasmette messaggi in codice.
Può esserci o non esserci: è un evento naturale, quando c’è induce a comportamenti di vita propri e differenziati.
È amorale, originale, discontinua, classica, destrutturata.
Suo fine strategico è che ogni uomo possa produrre e consumare la sua imprevedibile attività mentale come fenomeno di comunicazione spontanea, da solo o in gruppo.
Suo fine tattico è l’eliminazione della didattica istituzionale.
Non avviene per accumulo ma per azzeramento.
Suoi riferimenti sono i bambini, le avanguardie, i paranoici, i selvaggi, gli umanisti, le culture arcaiche, i classici lontani.
La Scuola TAM TAM, in particolare, non è fatta di edifici scolastici belli o brutti.
Non si applica a orario fisso dentro le classi, ma è latente dovunque.
È uno spazio virtuale, psicofisico, che ciascuno sempre possiede.
La Scuola TAM TAM, in definitiva, consiste nella non esistenza della scuola stessa.
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